Un austriaco per rilanciare Fiat Auto
TORINO. Prosegue il rinnovamento ai vertici Fiat: a un mese dalla staffetta fra Michel De Lambert e Josè Maria Alapont, all'Iveco, ora è toccato al settore più importante, l'Auto: Giancarlo Boschetti ha lasciato la poltrona di amministratore delegato al manager austriaco Herbert Demel. E' l'uomo che ha fatto grande la Audi, portandola a competere con Mercedes e Bmw, da meno di un anno presidente della filiale europea del gruppo di componentistica auto, Magna Steyr. E' il primo non italiano nella storia ultracentenaria del Lingotto. Sposato con 4 figli, amante dell'Italia e molto mattiniero sul lavoro, Demel ha una passione per il buon vino rosso, trascorre spesso le vacanze nella penisola e, quando può, dedica qualche ora ai suoi hobby preferiti che sono la pesca, la bici e la lettura.
Italiana è anche l'auto preferita di Demel - l'Alfasud - al cui progetto collaborò quando lavorava alla Bosch, e di cui conserva tuttora gelosamente un esemplare. Per Demel, che puntava a guidare l'intero gruppo Volkswagen, e fu invece esiliato in Sudamerica, l'incarico a Torino è l'occasione per rientrare da protagonista dopo essere diventato numero uno della Audi a soli 40 anni.
Complesso lo scenario che si presenta al nuovo capo di Fiat Auto: debole la domanda di auto a livello internazionale e forte la concorrenza fra le case che si combattono a colpi di sconti, rateizzazioni, modelli a km zero e lanci di nuove vetture. L'obiettivo fissato dal piano 2003-2006 dell'ad Giuseppe Morchio, presentato nel giugno scorso, prevede per quest'anno la stessa quota del 2002 (30,2%) sul mercato italiano e un lieve regresso (dal 4% al 3,8%) su quello europeo. Per il 2006 l'obiettivo è di una modesta crescita: 32,4% in Italia, 4,1% in Europa. Nel frattempo, però, i conti devono nettamente migliorare. Nei primi sei mesi del 2003 qualche segnale si è colto: il risultato operativo è stato negativo per 568 milioni di euro, contro 823 dello stesso periodo del 2002. 'Stiamo mantenendo gli impegni presi", ha detto Umberto Agnelli, per indicare che si è sulla strada che dovrebbe portare al pareggio dei conti nel 2005 e all'utile nel 2006.
Dopo le nuove Punto, Alfa 156, Alfa 166, Lancia Ypsilon e Fiat Panda, sono in arrivo Idea (monovolume compatto) e l'Alfa Gt. Poi via via altre vetture, fino ad arrivare nel 2007 all'erede della mitica '500", la nuova microcar, e al ritorno nel settore dei 4x4.
Il curriculum di Demel non sembra far rimpiangere quel Martin Leach, ex numero uno di Ford Europa, vincolato alla casa americana da una clausola di non concorrenza. Il 15 novembre Demel farà il suo ingresso a Mirafiori: è il sesto amministratore delegato da quando nel 1979 Fiat Auto viene costituita come società. Lo hanno preceduto Vittorio Ghidella, Cesare Romiti, Paolo Cantarella, Roberto Testore e Giancarlo Boschetti. Non solo italiani, ma ad eccezione di Romiti tutti piemontesi.
La Borsa, che aveva spinto Fiat nei giorni pscorsi sulle attese per il rinnovo ai vertici di Fiat Auto, sembra aver già digerito la notizia di Demel. Dopo aver toccato un massimo a 6,9 euro nel corso della seduta, Fiat ha chiuso contenendo in rialzo dello 0,21% a 6,807 euro.