Esplosioni a Teheran: Israele prende di mira i simboli del potere iraniano

Video Esplosioni nella zona nord ovest di Teheran, a Saadatabad. Nella giornata del 23 giugno, all'indomani dell'attacco Usa su alcuni siti nucleari del Paese, Israele ha preso di mira diversi simboli del regime iraniano: l'Idf ha reso noto di aver colpito il quartier generale del Basij, una delle basi del potere delle guardie rivoluzionarie. Poco prima un esplosione ha divelto uno dei cancelli del carcere di Evin, centro di detenzione in cui sono reclusi molti oppositori del regime.

Guerre in Medio Oriente, Tajani: "Per noi avere un dialogo con Israele è fondamentale"

Video Il ministro degli Affari Esteri e vicepremier Antonio Tajani ha rivendicato la scelta italiana di mantenere aperto il canale diplomatico con il governo di Benjamin Netanyahu - lunedì la Spagna ha detto che chiederà al Consiglio Europeo del 26-27 giugno lo stop all'accordo con Israele e sanzioni nei suoi confronti. ""La nostra è una posizione diversa dalla Spagna: per noi è fondamentale avere un dialogo con Israele. Grazie a questo dialogo siamo riusciti a portare fuori dalla Striscia quasi 1000 persone", ha detto Tajani.  Meloni non informata: “L’escalation sarebbe devastante"

Mosca, Putin incontra il ministro degli Esteri iraniano Araqchi: "Nessuna giustificazione per l'attacco Usa"

Video “Un’aggressione assolutamente immotivata e priva di qualsiasi giustificazione”: così Vladimir Putin ha definito l’attacco contro l’Iran durante l’incontro a Mosca con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi. Il presidente russo ha ribadito il sostegno a Teheran e chiesto soluzioni condivise alla crisi in corso. Araqchi ha ringraziato la Russia per “la posizione ferma e coerente nel condannare l’atto di aggressione”. Tutti gli aggiornamenti su Repubblica

Iran, bombardato anche il carcere di Evin la prigione degli oppositori del regime

Video Bombardato il carcere di Evin, il centro di detenzione iraniano in cui sono reclusi diversi oppositori. Lo riporta Iran International, canale legato ad alcuni ambienti del dissenso in esilio con base a Londra, che afferma di aver raccolto in particolare informazioni dal fratello di uno dei detenuti: il giornalista dissidente Reza Valizadeh. Secondo il racconto dello stesso Valizadeh, che pare sia stato in grado di contattare la famiglia, le esplosioni sono state così potenti da far tremare le mura della prigione, oltre a "sfondare il tetto della palestra". Dalla Rivoluzione islamica del 1979 è considerato il principale centro di detenzione per prigionieri politici, oppositori del regime, giornalisti e difensori per i diritti umani. Anche due italiane, la giornalista Cecilia Sala e la blogger Alessia Piperno, sono state detenute a Evin.