Parigi, attivisti pro-Pal colorano di rosso sangue una fontana: "E' ora di agire"

Video Attivisti per i diritti umani e manifestanti filo-palestinesi hanno versato del colorante rosso in una fontana nel centro di Parigi, chiedendo ai leader politici di intervenire per impedire un "bagno di sangue" nella Striscia di Gaza. Il direttore esecutivo di Greenpeace Francia, Jean-François Julliard, ha dichiarato ai media che l'azione serve a rendere visibile l'indignazione per la situazione umanitaria a Gaza, dove gli attacchi israeliani hanno ucciso decine di persone negli ultimi giorni e la popolazione di oltre 2 milioni di persone affronta un peggioramento della fame e della carestia. Julliard ha affermato che le ONG, tra cui Greenpeace, Oxfam, Amnesty International e Medici del Mondo, chiedono un cessate il fuoco immediato e duraturo nel conflitto, sanzioni contro le figure del governo israeliano e un embargo totale sulle vendite di armi a Israele.

Casarini rinviato a giudizio: "Rispondiamo varando una nuova nave per i soccorsi in mare"

Video A poche ore dal rinvio a giudizio dei fondatori di Mediterranea, Luca Casarini, Beppe Caccia e Alessandro Metz, del comandante della Mare Jonio, Pietro Marrone, e di tre membri dell’equipaggio, l’ong risponde varando una nuova nave. “Al male noi rispondiamo raddoppiando il bene”, dice Luca Casarini, che ribadisce l’impegno a portare in aula come testimoni, dunque obbligati a dire la verità e impossibilitati ad avvalersi della facoltà di non rispondere “ministri, autorità e governi che hanno abbandonato 27 persone in mezzo al mare per 38 giorni”. (a cura di Alessia Candito) ARTICOLO: Dopo il rinvio a giudizio Mediterranea raddoppia. In mare con una nuova nave

Femminicidio di Martina Carbonaro, la mamma: "Ho scoperto che il fidanzato la picchiava, mi aspetto ergastolo"

Video «Che io sappia, all'inizio non ha mai “buttato” le mani, forse alla fine, ma mia figlia non ha mai detto niente». È con queste parole che Fiorenza Cossentino, la madre di Martina Carbonaro, la quattordicenne uccisa ad Afragola, rompe il silenzio davanti al palazzo dove vive. Ai giornalisti racconta l’angoscia dei giorni precedenti al ritrovamento del corpo: «Quando mia figlia è scomparsa ho subito pensato che fosse successo qualcosa, ho subito pensato che l'aveva uccisa il fidanzato». E ora non ha dubbi su cosa chiedere alla giustizia: «Mi aspetto l’ergastolo». L'intervista su Repubblica Napoli