Video Sui social media è circolata una ricostruzione infondata di quanto accaduto sul Bravery Express, il treno con il quale sabato Emmanuel Macron, Keir Starmer e Friedrich Merz sono arrivati in Ucraina dalla Polonia. Il video mostra il presidente francese nascondere un oggetto mentre posa per una foto con il primo ministro britannico e il cancelliere tedesco. Profili complottisti hanno sparso la voce che Macron stesse nascondendo una bustina di cocaina; l'Eliseo ha pubblicato un'immagine ravvicinata dalla quale si evince che la presunta "bustina di cocaina" è in realtà un fazzoletto di carta usato e condannato la "diffusione di fake news da parte di nemici della Francia, all'estero e in patria".
Sono Francesco Rubino e Lorenzo Guglielmetti, nella classifica anche il primo ministro australiano Anthony Albanese, la principessa Kate Middleton e Robert F. Kennedy Jr
Sospensione del 24% dei dazi, mantenendo il restante 10%
Video La festa nella notte a Peshawar, in Pakistan, dopo l'annuncio del cessate il fuoco tra le due potenze nucleari dell'Asia meridionale, mediato dagli Stati Uniti. Oggi i direttori generali delle operazioni militari dei due Paesi dovrebbero tenere i loro primi colloqui
L’istituto guidato da Orcel annuncia un utile a 2,77 miliardi. Accordo sul digitale con Google
Video Decine di scatole contenenti materiale legato al nazismo sono state scoperte negli archivi della Corte Suprema dell'Argentina durante un trasferimento dei faldoni processuali.
Le 83 scatole furono inviate a Buenos Aires dall'ambasciata tedesca a Tokyo nel giugno del 1941 a bordo del piroscafo giapponese "Nan-a-Maru"; all'epoca, la spedizione attirò l'attenzione delle autorità, che temevano che il suo contenuto potesse compromettere la neutralità dell'Argentina nella Seconda guerra mondiale (rotta soltanto nel marzo 1945, quando il Paese sudamericano dichiarò guerra alla Germania).
I diplomatici del Terzo Reich all'epoca dichiararono che le scatole contenevano solo oggetti personali, ma le autorità doganali argentine ne perquisirono cinque a caso. Trovarono quaderni, cartoline, fotografie e materiale di propaganda del regime nazista. Un giudice federale confiscò il materiale e deferì la questione alla Corte Suprema.
Non è chiaro perché gli oggetti siano stati inviati in Argentina né quali misure abbia eventualmente adottato la Corte Suprema all'epoca.
Ottantaquattro anni dopo, il personale della Corte si è imbattuto nelle scatole mentre stava lavorando alla creazione di un museo della Corte Suprema stessa. Il tribunale ora trasferito le scatole in una stanza dotata di misure di sicurezza aggiuntive e ha invitato il Museo dell'Olocausto di Buenos Aires a contribuire alla loro conservazione e al loro inventario.
Gli inquirenti hanno scoperto che l'uomo, nei suoi dispositivi informatici, nascondeva un ingente quantitativo di materiale pedopornografico
La prima messa domenicale dopo l’elezione di Leone XIV: un momento speciale per i fedeli in arrivo anche da fuori città
Silvio Puccio
Il leader ucraino: accetta la tregua, ti aspetto giovedì a Istanbul Trump: vediamo se fa sul serio. Macron insiste: prima stop alle armi
L’allarme nella giornata internazionale: mancano 70 mila professionisti, ma le iscrizioni ai corsi universitari scendono ancora (-10%). Tra le cause i bassi stipendi: 7.400 euro in meno all’anno rispetto alla media Ocse
PAOLO RUSSO