Ostuni, con la Tesla fuori controllo si schianta contro cinque auto. Grave uno dei feriti

Video È una scheggia impazzita la Tesla che nella serata di ieri, giovedì 6 marzo, si è schiantata contro le auto in coda in via Papa Giovanni XXIII, nel centro di Ostuni (in provincia di Brindisi). L’auto fuori controllo ha lambito dapprima diversi veicoli che stazionavano nella corsia opposta, per poi terminare la corsa – a velocità sostenuta – in un frontale contro un’altra auto. Il maxi-incidente ha coinvolto in totale sei veicoli. Sul posto si è reso necessario l’intervento del personale sanitario del 118, oltre alle forze dell’ordine per i rilievi e la messa in sicurezza della zona. La strada è stata a lungo chiusa al traffico. Tra gli automobilisti coinvolti, un uomo è stato condotto in codice rosso in ospedale. Sarebbe grave. Il guidatore della Tesla, come visibile dal filmato di una videocamera di sorveglianza della zona, ha perso il controllo del mezzo, per cause ancora in corso di accertamento - di Pierfrancesco Albanese

Il discorso del generale Zaluzhny: così Kyiv sta lavorando per il nucleare

«In 5 anni una nuova architettura di sicurezza europea è impossibile senza l’Ucraina». Il discorso a Chatam House dell’ex comandante delle forze armate ucraine: Trump distrugge l’ordine mondiale come l’Asse del male. La Nato molto probabilmente morirà. L’Ucraina, pare di capire, sta andando avanti rapidamente nel programma nucleare. L’Europa potrebbe diventare un nuovo obiettivo per la Russia

Nato, Meloni favorevole a estendere l'art.5 all'Ucraina: "Soluzione più efficace di altre proposte"

Video La presidente del Consiglio Giorgia Meloni si è detta favorevole all'estensione dell'art.5 della Nato all'Ucraina, definendola una soluzione "stabile e duratura" e ritenendola "più efficace di altre proposte", tra cui l'invio di militari nel Paese invaso dalla Russia. Per l'art.5 del Trattato Nord Atlantico, "Le parti convengono che un attacco armato contro una o più di esse [...] sarà considerato come un attacco diretto contro tutte le parti, e di conseguenza convengono che se un tale attacco si producesse, ciascuna di esse [...] assisterà la parte o le parti così attaccate intraprendendo [...] l'azione che giudicherà necessaria, ivi compreso l'uso della forza armata". Armi, sì di Meloni al piano Ursula: “Ma non useremo i fondi di coesione”