Daniele Silvestri incanta Bari, il concerto per i 100 anni di UniBa è un regalo per migliaia di fan

Video Un grazie alla città di Bari "per averci voluto con voi a una festa così importante"; un'intro dal tono scanzonato, quello del "prima cominciamo e prima me ne vado", che lo rende riconoscibile almeno quanto la sua musica stessa; poi il via allo storico di canzoni, alcune intervallate da brevi note a introdurre la band. Doveva essere un evento celebrativo, e infatti più che a un concerto l'esibizione di Daniele Silvestri di piazza Prefettura, a Bari, somiglia a una festa vera e propria. Che sa farsi intima, a dispetto delle migliaia di persone presenti e di un clima che definisce "molto poco barese" - poco prima di essere costretto a liberarsi della giacca, nel bel mezzo di una performance appassionata che lo vede dividersi tra chitarra e tastiera. La sua musica è quella dei tormentoni, dei vari "Salirò", "Ma che discorsi", "La Paranza", " Le cose che abbiamo in comune"; ma passa anche per la potenza evocativa de "Le Navi", per poi guardare al presente con "La mia casa" - "Siamo un paese che ha l'accoglienza dentro di sé, solo che a volte ce lo dimentichiamo" - e "While the children play" - "Ci sono bambini che sanno esserlo anche sotto le bombe" - e farsi coro di battaglia sociale con "A bocca chiusa". Due ore di esibizione, per lui "un pezzetto di cuore che ci porteremo con noi". di Vincenzo Pellico