Giubileo, Crozza imita Gualtieri: "Chiusi tre cantieri su 200. Scavando arriveremo in Nuova Zelanda"

Video Il Giubileo è alle porte: si parte il 24 dicembre. Lo sanno bene i 4 milioni di romani e pendolari che ogni giorno devono attraversare la città tra code e cantieri. Il sindaco Roberto Gualtieri ha sempre chiesto loro "pazienza". Ma ora tocca a Maurizio Crozza vestire i panni del primo cittadino. Numeri ballerini, pause e un viaggio in Nuova Zelanda. "Siamo perfettamente in linea con il cronoprogramma, di 204 lavori esenziali indifferibili ne abbiamo conclusi… ma proprio tanti! A spanne, a grandi linee, saranno… se non di più. Guardi, non sono un tipo che si vanta, ma se proprio insiste glielo dico: su 204 ad oggi ne abbiamo conclusi, facendo un calcolo, quattro», ironizza Crozza, poi corretto al telefono, «ne abbiamo conclusi tre, ma grossi", dice Crozza-Gualtieri. Quindi la rilevazione: «"arebbero dovuti essere cinque, poi scavando abbiamo trovato una fullonica, una lavanderia dell’Antica Roma. Allora l’abbiamo spostata, ma poi sotto ci abbiamo trovato il portico di Caligola. Sposta il portico, ci abbiamo trovato la palestra di Catullo. L’abbiamo spostata e ci abbiamo trovato il vano caldaia di Marco Aurelio. Sposta pure quella, abbiamo trovato 24 bottiglie di vino. Erano di un impiegato neozelandese, a forza di scavare, scavare, scavare, siamo finiti dall’altra parte del mondo e gli siamo sbucati in cantina".

Siria, ribelli anti-Assad armati all'aeroporto di Aleppo

Video In Siria, sabato i ribelli anti-Assad hanno preso il controllo dell'aeroporto di Aleppo, che era stato chiuso qualche ora prima dalle autorità di Damasco. Secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani (che ha sede a Londra), a conquistare lo scalo sarebbero state le forze curdo-siriane alla guida delle Forze Democratiche Siriane, coalizione che riunisce molti gruppi armati che combattono il regime di Assad. Leggi l'articolo

La straziante testimonianza di Tanya Haj-Hassan, volontaria a Gaza: "Il mondo resta in silenzio"

Video Tanya Haj-Hassan, stimata dottoressa statunitense specializzata in terapia intensiva pediatrica, ha trasformato il suo impegno professionale in una missione di giustizia globale. Lo scorso marzo, si è recata volontariamente a Gaza per una missione umanitaria, lavorando instancabilmente per due settimane all’ospedale al-Aqsa di Deir al Balah. Durante la Giornata internazionale della solidarietà con il popolo palestinese, la dottoressa è intervenuta alle Nazioni Unite con un discorso di rara potenza emotiva. Nel suo appello, ha denunciato con fermezza le gravi violazioni dei diritti umani nella regione e ha puntato il dito contro l’immobilismo della comunità internazionale. Una testimonianza che non ha lasciato indifferenti, portando il dramma di Gaza sotto i riflettori del mondo intero. Tutti gli aggiornamenti sulla Guerra in Medio Oriente su Repubblica