Video All'uscita dall’aula, a Venezia, dove si è svolto il processo contro Filippo Turetta, l’avvocato della famiglia di Giulia Cecchettin, Stefano Tigani, non ha usato mezzi termini nel descrivere l'omicidio come "uno dei crimini più atroci avvenuti in questa regione". "Ho trovato l'atteggiamento di Turetta estremamente incoerente", ha aggiunto Tigali. L'avvocato ha poi espresso un pensiero per Gino Cecchettin: "Nessuno di noi può comprendere davvero cosa stia provando. È una roccia" ha commentato. Leggi anche Processo Giulia Cecchettin, Turetta in aula. “L’ho uccisa perché non voleva tornare con me. Avevo progettato di rapirla e ammazzarla” | Guarda anche Le parole di Turetta in aula: la deposizione tra pause, voce strozzata e freddezza nel racconto | Video Gino Cecchettin: "Dolore per gli ultimi istanti di mia figlia, ma oggi abbiamo capito chi è Turetta"
Occhi bassi e capo chino, l’omicida ha ripercorso in aula le tappe del delitto. Gino Cecchettin ha parlato di «grandissimo dolore»
Domani termina l’Assise dei vescovi. Vari prelati invocano “nuove risposte sul ruolo delle donne nella Chiesa”. Il Cardinale a capo dell’ex Sant’Uffizio: “Lavoriamo per dare loro più spazio e potere”
Video Scricchiolano gli alberi, tra queste case, in cima allo smottamento che sta tenendo in sospeso questo angolo di Appennino. La frana che si è riattivata nella borgata Cà di Sotto a San Benedetto Val di Sambro è guardata a vista da protezione civile, vigili del fuoco, carabinieri, esercito, tecnici regionali e della protezione civile, che sono sul luogo da stanotte per cercare di assicurare un passaggio all’acqua, nel caso in cui il torrente si chiuda definitivamente. Da un metro all’ora, misurata lunedì notte, la velocità è aumentata fino a 15-20 metri all’ora oggi e il fronte di frana, stimato attorno ai 700 metri, è arrivato nel torrente Sambro, nello stesso punto dove arriva lo stesso versante nel 1994. «La priorità ora è assicurare il deflusso dell’acqua», dice in mattinata il sindaco di San Benedetto, Alessandro Santoni, mentre a valle il sindaco di Monzuno, Bruno Pasquini, ha raccolto i numeri delle 20 famiglie che abitano a ridosso del fiume, scendendo verso Rioveggio, nel caso in cui ci sia bisogno di evacuare. Nel frattempo, a monte di tutto, nel giardino della signora Valentina, nel giro di quattro giorni è prima comparsa una montagna alta 15 metri, dove prima c’era una valle, e ora è un susseguirsi di crepe, alberi inclinati e laghetti che si formano e si svuotano nel giro di poche ore. Basta fermarsi ad ascoltare, per sentire gli alberi che scricchiolano in lontananza. «Ieri ho seguito un pino che c’era laggiù, in giardino – racconta – Oggi l’ho rivisto venti metri più sotto».
Video Scricchiolano gli alberi, tra queste case, in cima allo smottamento che sta tenendo in sospeso questo angolo di Appennino. La frana che si è riattivata nella borgata Cà di Sotto a San Benedetto Val di Sambro è guardata a vista da protezione civile, vigili del fuoco, carabinieri, esercito, tecnici regionali e della protezione civile, che sono sul luogo da stanotte per cercare di assicurare un passaggio all’acqua, nel caso in cui il torrente si chiuda definitivamente. Da un metro all’ora, misurata lunedì notte, la velocità è aumentata fino a 15-20 metri all’ora oggi e il fronte di frana, stimato attorno ai 700 metri, è arrivato nel torrente Sambro, nello stesso punto dove arriva lo stesso versante nel 1994. «La priorità ora è assicurare il deflusso dell’acqua», dice in mattinata il sindaco di San Benedetto, Alessandro Santoni, mentre a valle il sindaco di Monzuno, Bruno Pasquini, ha raccolto i numeri delle 20 famiglie che abitano a ridosso del fiume, scendendo verso Rioveggio, nel caso in cui ci sia bisogno di evacuare. Nel frattempo, a monte di tutto, nel giardino della signora Valentina, nel giro di quattro giorni è prima comparsa una montagna alta 15 metri, dove prima c’era una valle, e ora è un susseguirsi di crepe, alberi inclinati e laghetti che si formano e si svuotano nel giro di poche ore. Basta fermarsi ad ascoltare, per sentire gli alberi che scricchiolano in lontananza. «Ieri ho seguito un pino che c’era laggiù, in giardino – racconta – Oggi l’ho rivisto venti metri più sotto».
Video Nel 1974 arrivava nella sale cinematografiche italiane …Altrimenti ci arrabbiamo!, il film diretto da Marcello Fondato con l’affiatatsarà disponibile su Infinity+, channel della
piattaforma Mediaset Infinity, dal 26 ottobre. amati del Cinema italiano. A distanza di 50 anni dall’uscita nelle sale cinematografiche, Infinity+ rende omaggio a questo grande cult, riportando sul grande schermo Terence Hill e Bud Spencer a bordo dell’iconica Dune Baggy in una versione totalmente in alta definizione. Dopo la presentazione alla Festa di Roma sarà disponibile su Infinity+, channel della piattaforma Mediaset Infinity, dal 26 ottobre.
Video "Dolore. Tantissimo dolore, ascoltando il racconto gli ultimi momenti della vita di mia figlia", sono le prime parole di Gino Cecchettin all'uscita dall'aula del tribunale, dopo l'interrogatorio di Turetta, il reo confesso dell'omicidio della figlia Giulia. "Oggi abbiamo capito chi è Filippo Turetta. Per me è molto chiaro. La vita del prossimo è una cosa sacra e bisogna rispettarla", ha detto.
Video "Dolore. Tantissimo dolore, ascoltando il racconto gli ultimi momenti della vita di mia figlia", sono le prime parole di Gino Cecchettin all'uscita dall'aula del tribunale, dopo l'interrogatorio di Turetta, il reo confesso dell'omicidio della figlia Giulia. "Oggi abbiamo capito chi è Filippo Turetta. Per me è molto chiaro. La vita del prossimo è una cosa sacra e bisogna rispettarla", ha detto.
Video "Avevo pensato di rapire lei e successivamente, dopo qualche tempo, farle inevitabilmente del male": così Filippo Turetta, a processo per l'omicidio di Giulia Cecchettin, rispondendo alle domande del pm Andrea Petroni
Video "Avevo pensato di rapire lei e successivamente, dopo qualche tempo, farle inevitabilmente del male": così Filippo Turetta, a processo per l'omicidio di Giulia Cecchettin, rispondendo alle domande del pm Andrea Petroni