BAGNARIA Si è svolta a Bagnaria la Giornata dell'anziano, la tradizionale iniziativa organizzata dall'amministrazione comunale guidata dal sindaco Mattia Franza, in collaborazione con la parrocchia San Bartolomeo Apostolo. Dopo la messa celebrata da don Francesco Favaretto, accompagnata dalla ...
A.D.
L’annuncio della tv libanese LBC. Nato in Cisgiordania, non a Gaza, vissuto ad Amman, in Kuweit e poi in Qatar, tanti rapporti con gli stati del Golfo. Era tornato alla guida ad interim di Hamas dopo l’assassinio di Haniyeh a Teheran
Aveva fatto parte della giunta Barbieri
F.G.
Il cambio avverrà nella notte tra sabato 26 e domenica 27 ottobre: si dormirà un’ora in più
Due auto coinvolte
Gli studenti chiedono ascolto: «Tante cose da sistemare»
Silvio Puccio
Video Si è insediato giovedì pomeriggio il nuovo Consiglio provinciale, frutto delle elezioni di secondo livello del 29 settembre: come previsto dalla legge hanno votato solo sindaci e consiglieri comunali con voti "ponderati" in base alla popolazione dei loro Comuni. E anche i candidati erano solo sindaci e consiglieri. Non si votava per la presidenza, a capo della Provincia c'è ancora il leghista Giovanni Palli. Il presidente può contare su una maggioranza di centro destra salda con otto consiglieri e consigliere: il capogruppo Amedeo Quaroni poi Daniela Bio, Paola Patrucchi, Michela Callegari, Dino Di Michele, Nicola Niutta, Serafino Carnia e Antonio Costantino. All'opposizione quattro consiglieri di centro sinistra. Marcello Infurna (capogruppo), Milena D'Imperio, Alessio Bertucci e Fabio Zucca. Palli ha presentato le sue linee di programma, in continuità con la prima metà del suo mandato. Attenzione quindi a strade, edilizia scolastica e prosecuzione nel potenziamento dei centri dell'impiego. Infurna ha annunciato un'opposizione attenta, ma senza fare demagogia. Primo atto operativo: approvato il progetto da oltre un milione di euro per la nuova strada tra Casorate e Bubbiano. Palli non ha ancora attribuito deleghe, tra cui la vice presidenza, ai consiglieri. Video Garbi
Video È dal 1968 che la Casa del Giovane intercetta il disagio. Ed è dal 1971 che la struttura, nata da un’intuizione di don Enzo Boschetti, diventa ufficialmente comunità di accoglienza di chi ha perso speranza e ha trovato risposte nella droga o in qualche altra sostanza che dà dipendenza. Una comunità che il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano ha definito «una splendida realtà» durante la visita di giovedì alla struttura che ora, a 53 anni di distanza, ospita 167 persone che qui lottano quotidianamente per uscire dal tunnel della droga, dell’alcol, del gioco d’azzardo. Una realtà, spiega Simone Feder, psicologo, che sa dare affetto, amicizia, fiducia, sicurezza. Che fa recupero, accompagna all’autonomia attraverso percorsi di studio e lavoro. Che accoglie un numero sempre maggiore di giovanissimi. Ed è per questo, aggiunge Feder, che bisogna stingere i tempi tra presa in carico e avvio del percorso in comunità: «Tre mesi per entrarvi sono troppi». Un appello accolto dal sottosegretario Mantovano che dice: «il governo sta lavorando per accorciare i tempi di inserimento nelle strutture di recupero». Video Garbi
Il livello del Ticino rimane sotto il livello di guardia ma la Regione conferma anche per la giornata di venerdì l’allerta arancione
S.bar.
Video "Un anno fa, Yahya Sinwar, il leader terrorista di Hamas ha dato il via al massacro del 7 ottobre contro Israele. È stato l'attacco più sanguinario contro il popolo ebraico dai tempi dell'Olocausto. È stato il peggior attacco contro lo Stato Ebraico dalla fondazione d'Israele. I terroristi di Sinwar hanno ucciso a sangue freddo 1200 persone persone anziane, sopravvissuti all'Olocausto, bambini. Hanno brutalmente violentato donne, decapitato uomini, bruciati vivi neonati. Hanno preso in ostaggio 251 persone, donne, bambini e uomini e li hanno condotti nei tunnel di Gaza. Oggi la mente di questo giorno di puro male non c’è più. Yahya Sinwar è morto. È stato ucciso a Rafah dai coraggiosi soldati dell'esercito israeliano. Ma questa non è la fine della guerra a Gaza ma è l'inizio della fine della guerra. Per il popolo di Gaza ho un semplice messaggio. Questa guerra può finire domani, può finire se Hamas depone le armi e libera gli ostaggi". Così il primo ministro israeliano, Benjamyn Netanyahu in una conferenza stampa tv dopo l'annuncio della uccisione del leader di Hamas, Yahya Sinwar.
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