Marzabotto, il toccante discorso in italiano di Steinmeier: "Provo dolore e vergogna. A nome del mio Paese vi chiedo perdono"

Video "Oggi sono qui davanti a voi come presidente federale tedesco e provo solo dolore e vergogna. Mi inchino dinnanzi ai morti e a nome del mio Paese vi chiedo perdono". È uno dei passaggi più emozionanti del discorso, in italiano, di Frank-Walter Steinmeier, a Marzabotto, in occasione della commemorazione dell'80esimo anniversario dell'eccidio di Monte Sole. Prima di lui aveva parlato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. L'ARTICOLO dal nostro inviato Concetto Vecchio - Ottant’anni fa la strage a Marzabotto, Mattarella: “Mai più nazismi e fascismi”. E Steinmeier chiede scusa: “Provo dolore e vergogna”

Il Papa: “L’aborto? È un omicidio, i medici che lo praticano sono sicari”

Intervista con Francesco sul volo di ritorno dal Belgio: “Il comunicato di contestazione dell’Università di Lovanio era già pronto, una cosa non morale. La Chiesa é donna. Il femminismo non va bene, come il maschilismo”. Gli abusi nelle Sacre Stanze? “Tutti i pedofili devono essere puniti. La vergogna è coprire. E bisogna risarcire le vittime anche economicamente”. Sull’attacco di Israele in Libano: “La difesa deve essere proporzionata, andare oltre é immorale”

domenico agasso

Allo stadio di Como la festa all'americana: il rap di Guè infiamma gli spalti del Sinigaglia

Video Esce Guè dalla tribuna, sale la scalinata, intona  Bling Bling - con il ritornello di "Oro" di Mango - e il Sinigaglia esplode. Manca mezz'ora al calcio d'inizio di Como-Verona, sullo sfondo c'è la vista del lago, e l'atmosfera è già calda. Un grande nome del rap come Guè si esibisce live nel pre-match di una partita di serie A. LOVE, Brivido, Come un tuono, sono alcune delle tracce del medley del pioniere del rap italiano sulle gradinate dello stadio in ovazione. Una performance all'americana, in stile "super bowl", dato che negli Stati Uniti è molto diffuso che grandi artisti si esibiscano durante le più importanti manifestazioni sportive. di Ilaria Carra

Ottant’anni fa la strage a Marzabotto, Mattarella: "La memoria richiama la responsabilità"

Video "Siamo qui per chinare insieme il capo davanti a tante vite crudelmente spezzate, per riempire con i sentimenti più intensi di solidarietà quelle voragini che la disumana ferocia nazifascista ha aperto in queste terre, in queste comunità. Siamo qui per ricordare, perché la memoria richiama responsabilità. Nella Seconda guerra mondiale si toccò il fondo dell'abisso. La barbarie, la cancellazione di ogni dignità umana". Lo afferma il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione nell'anniversario della strage di Marzabotto. "Quasi ottocento le vittime, uccise tra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944 nei Comuni di Marzabotto, Monzuno e Grizzane Morandi. Quasi duecento i bambini. Il più piccolo di 14 giorni", ricorda Mattarella".