Il padre della Salis tedesca: "Maja estradata nella notte per scavalcare la nostra Costituzione"

Video Parla Wolfram Jarosch, padre dell’attivista antifascista tedesca imputata come Ilaria Salis nel processo di Budapest per le aggressioni a militanti neonazisti durante la commemorazione delle SS, il cosiddetto Honor Day, del 2023. Maja T., persona non binaria, è stata prelevata dal carcere di Dresda venerdì scorso e portata in Ungheria, in esecuzione di un mandato d’arresto internazionale. La procedura è stata fulminea, quindi quando la Corte federale costituzionale di Karlsruhe ha disposto la sospensiva del provvedimento, Maja era già nelle mani delle autorità ungheresi. “Farò di tutto per tirarla fuori da quelle carceri”, dice Jarosch nel video girato da @thebrakenet, @dunya_photo_video e @dunyacollective e che Repubblica pubblica in esclusiva. (a cura di Fabio Tonacci)

Metropolis - Di Feo: "Perché l'Italia spende 20 miliardi per diventare il Paese più corazzato d'Europa?"

Video Se i mezzi corazzati sono stati da sempre i protagonisti dei conflitti in Europa, in Ucraina stanno dando una prova non brillante. Ora c'e un accordo in grado di cambiare l'industria militare e l'esercito italiano. L'hanno firmato Leonardo e la tedesca Rheinmetall: prevede la produzione di un carro armato di nuova concezione capace di individuare e distruggere missili e droni in volo e di diventare una centrale operativa mobile. L'Italia ne comprerà 240 per una spesa da 20 miliardi, compresi 1000 veicoli cingolati da combattimento. È il programma militare più costoso degli ultimi decenni, superiore a F35 e costruzioni navali. In 12 anni avremo l'esercito con la forza corazzata più forte del continente. Perché questa svolta? Di Gianluca Di Feo, montaggio Lorenzo Urbani, a cura di Luca Piras - Metropolis è in streaming alle 18 dal lunedì al venerdì sulle piattaforme Gedi sul sito di Repubblica GUARDA TUTTE LE PUNTATE

Caso Bozzoli, i carabinieri controllano l'abitazione del 39enne latitante

Video Alle 5.51 del 23 giugno e' stato registrato un passaggio della Maserati Levante intestata a Giacomo Bozzoli dal portale di Manerba, in provincia di Brescia, due minuti piu' tardi da quello di Desenzano e uno successivo alle 6.03. Il 39enne condannato in via definitiva all'ergastolo per l'omicidio dello zio Mario, si sarebbe dunque allontanato con moglie e figlio a bordo della propria vettura. Hanno dato esito negativo fin qui le ricerche nella villa di Giacomo Bozzoli a Soiano del Garda, in quella di Marcheno intestata al padre Adelio, nella sede di lavoro a Bedizzole, nella galleria d'arte dove lavora la moglie e in una casa ad Ortisei riconducibile alla famiglia. Il presidente della prima sezione penale di Brescia Roberto Spano' ha firmato il decreto di latitanza ma ancora non e' scattato il mandato d'arresto internazionale che potrebbe scattare al termine della giornata odierna qualora Giacomo Bozzoli non si costituisca alle forze dell'ordine.