Video Viabilità, futuro dell'ex saponificio, un impegno da realizzare in 100 giorni di governo: ecco le tre domande a cui le tre candidate sindaco di #CavaManara hanno dovuto rispondere in meno di 5 minuti. Loro solo Silvia Montagna, Lista Pini; Claudia Montagna, Con Claudia per Cava Manara e Stefania Mellera, Progetto Cava. A ognuna di loro abbiamo chiesto di scegliere un posto in cui fare l'intervista e di spiegarci perché è importante per la loro idea di città. Stefania Mellera, consigliera di opposizione con Progetto Cava, ha scelto il campo sportivo in disuso di Mezzana Corti.
A cura di Anna Ghezzi
Video Viabilità, futuro dell'ex saponificio, un impegno da realizzare in 100 giorni di governo: ecco le tre domande a cui le tre candidate sindaco di CavaManara hanno dovuto rispondere in meno di 5 minuti. Loro solo Silvia Montagna, Lista Pini; Claudia Montagna, Con Claudia per Cava Manara e Stefania Mellera, Progetto Cava. A ognuna di loro abbiamo chiesto di scegliere un posto in cui fare l'intervista e di spiegarci perché è importante per la loro idea di città. Claudia Montagna, ex sindaca ora in corsa con la civica Con Claudia per Cava Manara, ha scelto la terrazza Milani, a due passi da piazza, biblioteca ed ex saponificio.
A cura di Anna Ghezzi
L'opposizione ha chiesto subito la verifica del numero legale, ora la seduta resta sospesa per 20 minuti
La Santa Sede: il Pontefice dispiaciuto per “coloro che si sono sentiti offesi per l’uso di un termine, riferito da altri. Nella Chiesa c’è spazio per tutti!”
domenico agasso
Video "Il termine 'frocio' è storicamente un insulto verso gli omosessuali. Un linguaggio da film di Lino Banfi degli anni Settanta. Il fatto che lo abbia usato il capo di una delle confessioni più importanti al mondo fa persino sorridere. Ma non siamo al bar e, se il virgolettato è confermato, siamo di fronte a un uomo che non ha contezza delle sue parole".
Luca Paladini, consigliere regionale lombardo (con Patto Civico) e storico rappresentante della comunità Lgbtq+, non usa mezzi termini per commentare le parole attribuite a Papa Bergoglio, che avrebbe liquidato i seminaristi omosessuali dicendo che in giro "c'è troppa frociaggine". In una nota, Paladini aveva detto che il Papa "immagina un numero chiuso per gli omosessuali in servizio presso la Santa Sede, tipo il privé di una discoteca". Ora aggiunge: "Cosa vuol dire che i gay sarebbero troppi? Tra l'altro ci sono tanti preti omosessuali che da oggi vivranno peggio la loro condizione". "In generale - ha concluso Paladini - c'è sempre ingerenza e influenza di queste parole sulla politica italiana e lombarda. L'Ufficio di presidenza della Regione Lombardia, anche quest'anno, ha negato il patrocinio al Pride. Ma noi continueremo a combattere l'omofobia nelle istituzioni".
Di Andrea Lattanzi
Papa Francesco si scusa: “Non volevo offendere nessuno. Nella Chiesa c’è spazio per tutti, così come siamo”
Video
Si sono rivisti all’inaugurazione del nuovo centro sportivo dopo mesi di polemiche e attacchi
francesco olivo
Video Prima prova del test di ammissione alla facoltà di Medicina, a numero chiuso, nelle università di tutta Italia: i candidati hanno a disposizione cento minuti per rispondere a 60 domande. Sono più di 70mila gli studenti che sosterranno la prova per 20mila posti. A luglio in programma un secondo test di ingresso. Nelle immagini l'emozione dei ragazzi in attesa del test all'Università Sapienza di Roma.
Video La Polizia di Stato, coordinata dalla Dda di Milano, ha eseguito 30 ordinanze tra carcere e domiciliari nei confronti di un gruppo di persone residenti in Lombardia, Piemonte e in Calabria, indagate a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti con l’aggravante dell’associazione armata, usura ed estorsione con l’aggravante del metodo mafioso, autoriciclaggio e per avere indebitamente percepito finanziamenti con garanzia pubblica ottenuti attraverso presentazione di falsa documentazione contabile. Dall'inchiesta emerge che l'egemonia nel traffico di stupefacenti e una diffusa attività di usura sono state agevolate non solo dalla disponibilità di armi da parte dei vertici ma anche da sistematiche minacce che facevano riferimento alla contiguità di alcuni degli indagati a pericolose cosche della 'ndrangheta, da tempo radicate nel comasco.
Video video di Raffaele Sardo