Video In Libano i progetti legati all’istruzione includono diverse iniziative contro la povertà energetica e contro la dispersione scolastica, tutte affidate ad una rete di ONG che opera direttamente sui territori. A Bourj Hammoud, un distretto a Nord-Est di Beirut, Marinella Pellé di Fondazione Cesvi mostra due delle scuole che hanno ricevuto le forniture necessarie a garantire il regolare svolgimento dell’attività didattica, inclusa la dotazione di pannelli solari che consentono l’erogazione di energia elettrica durante le ore di lezione. L’Ong AVSI, intanto, porta avanti un lavoro simile contro la dispersione scolastica. I numeri ci dicono che 55 studenti tra gli 8 e i 14 anni frequentano corsi pomeridiani informali, ovvero non organizzati dalle scuole pubbliche, per imparare le basi di matematica, inglese o arabo: sono siriani, libanesi e palestinesi, impegnati nell’ambito del progetto “Back to the future”. Nel frattempo, l’ente statale libanese EDL – spiega l’AICS – l’Agenzia Italiana per la Cooperazione e lo Sviluppo, che finanzia il progetto - fornisce poche ore di energia elettrica al giorno, il Libano ha un serio problema di povertà energetica, tanto che la popolazione è costretta a usare i generatori a gasolio, che in questo momento hanno un costo quasi inaccessibile.
ROMA. I barbari scendono al Meridione. Sud ha chiamato, Nord ha risposto. All'appello di Cateno De Luca per un listone in corsa alle europee aderisce Roberto Castelli, l'ex ministro leghista da tempo in rotta con Matteo Salvini. «Sono un barbaro - dice lui, che ha fondato il Partito popolare del ...
Antonio Bravetti