Calzedonia cambia nome, il gruppo diventa Oniverse
La società comprende marchi come Intimissimi, Tezenis, Falconeri, Signorvino, Antonio Marras
La società comprende marchi come Intimissimi, Tezenis, Falconeri, Signorvino, Antonio Marras
L’autista del furgone è riuscito a fuggire. Chiodi sull’asfalto, traffico a lungo interrotto
Video Un tir messo di traverso a bloccare l’autostrada quando sta per arrivare un portavalori: era questo il piano di una banda di rapinatori che stamattina verso le sei e mezza ha tentato di rapinare un furgone blindato in viaggio sulla Torino-Milano, al confine tra Piemonte e Lombardia, vicino al ponte sul Ticino. Nell’assalto i banditi hanno esploso dei colpi, ma a quanto risulta nessuno è rimasto ferito. Per assicurarsi la fuga hanno anche gettato dei chiodi sull’asfalto. Caos sull’autostrada blocchi di ore del traffico, come mostrano video postati da automobilisti e autotrasportatori
Video Al campo sportivo di Vigonovo (Venezia), si è giocata Vigonovo Tombelle - Codevigo, la partita degli Allievi Provinciali U17 - Veneto, che era stata rinviata a seguito della morte di Giulia Cecchettin. Al termine della partita, i ragazzi di Radioimmaginaria - la radio degli adolescenti, hanno incontrato Alessandro, attaccante di 16 anni dell’ASD Vigonovo Tombelle che qualche giorno fa, insieme ad un altro compagno di squadra e a due amiche, ha salvato una donna vittima di violenza in una frazione di Vigonovo, il paese dove abitava Giulia Cecchettin. “Se vedete delle persone in difficoltà non abbiate paura, intervenite subito e chiamate la polizia - ha raccontato Alessandro - potreste contribuire ad evitare una tragedia come quella di Giulia”.
Calcio, serie D. Tra il 45’ e il 47’ due mazzate. Poi occasioni per Occhipinti e Bahirov in 11 contro 10 ma la difesa ospite è insuperabile. Terreno indecente, il patron attacca il Comune
ALESSANDRO QUAGLINIBarbara Floridia nel mirino su Facebook del collega e conterraneo leghista per la sua contrarietà al progetto del Ponte sullo Stretto
NICCOLò CARRATELLIIl suo corpo è stato trovato questa mattina dai parenti
filippo fioriniVideo Si era costruito una vita nuova per evitare la cattura. Ma alla fine è stato trovato lo stesso, sette anni dopo la sua richiesta di arresto. Roland Selimovic, il boss delle spaccate, si era rifugiato in Spagna, lontano dagli occhi indiscreti delle forze dell’ordine italiane. Sperava che il tempo avesse allentato le attenzioni nei suoi confronti. Invece i carabinieri del nucleo investigativo di Roma, con la collaborazione della polizia spagnola, lo hanno scovato a Madrid ed estradato a Roma. Il 29enne, che ora si trova nel carcere di Rebibbia, era stato arrestato nel 2016 nell’ambito dell’operazione Ginepro insieme ad altre 8 persone, tutte accusate, a vario titolo di associazione per delinquere, per i furti di bancomat/casse continue con la tecnica della “spaccata” con il carro attrezzi. All’epoca dei fatti, però, Selimovic per evitare la cattura era fuggito all’estero. La banda, tutti cittadini provenienti dai campi rom di Roma, aveva messo a segno almeno dieci colpi tra Roma, Latina e la Toscana sempre con la stessa modalità. Entravano nelle banche di notte, con un carro attrezzi usato a mo’ di ariete. Poi sradicavano bancomat e casse continue svuotandoli completamente. In alcuni casi, i danni causati dai carro attrezzi, rubati precedentemente, hanno compromesso seriamente la stabilità degli immobili in cui le postazioni bancomat erano ubicate costringendo i vigili del Fuoco a evacuare le famiglie che vivevano negli appartamenti dei palazzi. In un caso, il 7 aprile 2016 a Volterra, per strappare la cassa il carro attrezzi si era trascinato dietro quasi un’intera parete della sede dell’istituto di credito. I carabinieri, grazie alle intercettazioni telefoniche ed ambientali, dopo il primo colpo del 13 ottobre 2015, sono riusciti ad individuare i membri del sodalizio criminale capeggiato da Selimovic.
Video "L'educazione affettiva e sentimentale non è una nefandezza, come ha detto un illuminato parlamentare, ma lo strumento per scardinare la violenza dalla base e non quando è troppo tardi, per crescere coscienti che l'amore è un'altra cosa e per stare alla larga da quelle famiglie tradizionali che di tradizionale hanno solo il potere di un uomo che si sente re e padrone di chiunque viva con lui. Quindi grazie, siete state tre bambine molto coraggiose ed è solo grazie a voi che questa settimana c'è ancora una di noi". La letterina di Luciana Littizzetto alle tre bimbe di Reggio Calabria che hanno salvato la madre dalla violenza del padre.
La frase dell’immunologo scatena la reazione in rete: «Vergogna, sarcasmo contro una persona che lotta con la morte»
Pagina 8 di 48