Cotral, nelle officine dei bus si riparavano auto private: sospesi otto meccanici

Video Gli autobus da rimettere in sesto per le lunghe corse dirette verso Anagnina e Laurentina, i capolinea delle metro A e B , respinti e lasciati ad attendere il loro turno nel piazzale davanti alla rimessa. Dentro, a sorpresa, automobili e furgoni. Così, per mesi, il deposito Cotral che serve il quadrante Sud della Capitale e mezzo litorale pontino, come si vede dal video, è di fatto diventata un’officina privata fuorilegge: adesso 8 tra meccanici e capotecnici, incluso pure il capoimpianto rischiano il licenziamento.

Il ritorno di Patrick Zaki a Bologna. Dall'attesa alla gioia, il reportage della giornata

Video La prima giornata italiana di Patrick Zaki da uomo libero. L'atterraggio a Milano e poi la lunga serata bolognese raccontata con le sue parole e quelle delle persone a lui più care. "Mentre lo aspettavamo di fronte all'ateneo - racconta Nour, suo amico egiziano - un'ora è sembrata lunga come un anno". "Patrick è l'amico che ti aiuta sempre nel momento di crisi e adesso voglio solo abbracciarlo", dice invece Amr, che in Egitto aveva cominciato l'attività politica con Zaki durante la rivoluzione del 2011. E così fra flash di fotografi e domande dei giornalisti, lo studente egiziano ha potuto finalmente ricevere dal rettore dell'Università di Bologna Giovanni Molari e dalla sua docente e mentore Rita Monticelli la tanto sospirata pergamena di laurea. Fuori dall'ateneo, intanto, la folla acclama Zaki che non si sottrae ad abbracci e battute. Poi il trasferimento in piazza maggiore per il saluto alla città: "Vorrei poter bussare a tutte le porte di Bologna da quanto vi sono grato e - ha detto dal palco - adesso è il mio turno di fare qualcosa per voi e per i diritti umani anche in Italia". Di Andrea Lattanzi

"Finalmente sono qui, è un sogno che si avvera dopo tanti anni", dice (in italiano) Patrick Zaki a Bologna

Video "Questo è un sogno che si avvera dopo tutti questi anni".
Lo studente e attivista egiziano Patrick Zaki, appena rientrato in Italia dopo la grazia concessagli dal presidente al-Sisi, ha cominciato la conferenza stampa al rettorato dell'Università di Bologna leggendo un discorso in italiano, lingua che per ora conosce a un livello elementare.
"Non ci sono parole, in nessuna lingua, che possano descrivere come mi sento", ha spiegato Zaki (cittadino onorario di Bologna al 2021). Di Andrea Lattanzi

Zaki, la gioia e l’impegno

Zaki ringrazia e rilancia su Regeni: "Giustizia per Giulio, in troppi pagano il dissenso in Egitto"

Video "Per me oggi, da Bologna, inizia un nuovo capitolo del mio impegno e del mio lavoro per i diritti umani. Non sono uno che prende il biglietto per la libertà e si chiude la porta dietro". Oltre la felicità e la commozione per il rientro in Italia da uomo libero, Patrick Zaki mostra così una forte determinazione in uno dei più suggestivi passaggi della sua conferenza stampa. "Non possiamo dimenticare -  ha specificato - le tante persone che ancora pagano per l'espressione pacifica del loro dissenso in Egitto". Zaki ha quindi ricordato all'Italia e all'Unione Europea le loro responsabilità nella gestione delle questioni migratorie: "Non possiamo dimenticare chi scappa da guerre, crisi economiche o politiche, cambiamenti climatici. Cercano solo una vita migliore per i propri figli". Di Andrea Lattanzi