India, costrette a sfilare nude dopo stupro. La furia delle donne: incendiano casa del violentatore

Video Continuano gli scontri nello stato nord-orientale di Manipur dopo la diffusione di un video nei giorni scorsi che ritraeva due donne di etnia Kukis costrette a sfilare lungo le vie del villaggio dopo aver subito uno stupro di gruppo. Una violenza che risale a maggio e che ha gettato benzina in una situazione già molto tesa. Lo stato infatti da mesi è teatro di scontri costati finora la vita ad almeno 120 persone tra le comunità Meitei, di religione induista e quella Kukis, a maggioranza cristiana.  Dopo la diffusione delle immagini che hanno generato forte indignazione in tutto il paese, il primo ministro Narendra Modi ha definito il fatto come "una vergogna per l'intera nazione". La polizia ha arrestato quattro sospetti e lo stesso giorno un gruppo di attiviste - della stessa comunità Meitei dei sospettati - ha appiccato il fuoco alla casa di uno di loro e l'ha incendiata. Il Manipur è governato dal partito nazionalista indù Bharatiya Janata Party, lo stesso del premier Modi.

Iran, il coraggio della donna fermata senza hijab dalla polizia: "Lotterò sempre per i miei diritti"

Video "Ricorda che sono una donna e lotterò per sempre per i miei diritti". Così Parmida Shahbazi, insegnante di tedesco in Iran si è rivolta al poliziotto che l'ha fermata perché camminava in strada senza hijab. Il video della sua ribellione è stato subito ripreso dagli oppositori al regime iraniano come simbolo della resistenza delle donne e dell'intera popolazione alle leggi sempre più limitanti delle libertà dei cittadini. A condividere il video è stata tra gli altri anche Alinejad Masih, attivista anti regime che negli anni ha portato avanti la campagna #WomanLifeFreedom per la libertà delle donne. Poco dopo la diffusione del video, Parmida Shahbazi è stata arrestata e poi rilasciata, ma costretta a fare le sue scuse in diretta tv.   a cura di Chiara Nardinocchi

Milano, blitz ambientalista contro la statua di Indro Montanelli: la protesta contro lo smog

Video Hanno avvolto la statua dedicata al giornalista scomparso nel 2001 con del nastro giallo nero: questo l'ultima azione degli ambientalisti di Extinction Rebellion che hanno protestato contro l'inquinamento dell'aria della Pianura Padana. Sul basamento e lungo il muretto che fa da cornice al monumento hanno incollato cartelli con la scritta "Aria pericolosa per la salute umana". Vicino un triangolo che avverte: "Nell'aria che stai respirando sono stati rilevati inquinanti oltre la soglia di sicurezza per la salute umana".La statua situata nei giardinetti pubblici nel centro di Milano è da tempo oggetto di proteste e tre anni fa è stata imbrattata di vernice. "Indro Montanelli - scrivono i militanti di Extinction Rebellion - è il simbolo di un passato, ma anche di un presente, costruito sul mito della crescita infinita, dello sfruttamento di territori, persone e risorse. Per questo abbiamo scelto questo monumento, per denunciare la miopia del Governo italiano e regionale rispetto alla crisi ecoclimatica e all'inquinamento atmosferico".