Giustizia, Nordio: "Tortura reato odioso, il governo non vuole abrogarlo, ma la norma ha carenze"

Video Il reato di tortura è un reato odioso e abbiamo tutte le intenzioni di mantenerlo. Il governo non ha intenzione di abrogarlo". Lo ha detto il ministro della Giustizia Carlo Nordio, rispondendo durante il question time. Il ministro ha spiegato che sono due le carenze tecniche. La prima è che mentre la Convenzione di New York "circoscrive la tortura a condotte con dolo specifico", cioè attuate "per ottenere un risultato ulteriore, come punire o discriminare", "il nostro legislatore, optando per il dolo generico, ha reso concreto il rischio di vedere applicata la disposizione ai casi di sofferenza provocata in operazioni lecite di polizia". La seconda carenza è che "si sono fusi in una fattispecie i reati di tortura e maltrattamenti inumani e degradanti, distinti sul piano internazionale". "Sottoporre i due illeciti allo stesso trattamento sanzionatorio è una scelta non ragionevole. Vi posso assicurare, parola d'onore, che il reato di tortura rimarrà", ha concluso il ministro

Minà, da Caselli e Parietti all'ad Rai Fuortes: "Valorizzeremo l'archivio e il lavoro di Minà"

Video La conduttrice televisiva Alba Parietti, il magistrato Giancarlo Caselli e l'amministratore delegato della Rai Carlo Fuortes. Sono alcuni dei personaggi pubblici che hanno fatto visita alla camera ardente del giornalista Gianni Minà allestita a Roma in Campidoglio. "Minà ha fatto la storia del giornalismo televisivo e sportivo e abbiamo già dei progetti per valorizzare il suo lavoro con le Teche Rai", ha detto Fuortes. "Era generoso, intelligente, acuto, speciale, una persona di cui si fidavano tutti e forse troppo per bene per questo mondo", ha ricordato Parietti. "Si rivolgeva a me con il piemontese 'mé amis', che vuol dire 'amico mio' - ha concluso Caselli -. Avevamo molte idee in comune, tra cui questa 'passionaccia' per i colori granata del Torino Calcio'