Regionali Lazio, il centrodestra riunito per Rocca. Meloni: "Lo Stato non tratta con chi lo minaccia"

Video I leader del centrodestra si sono riuniti a Roma, all'auditorium della Conciliazione, per l'evento elettorale a sostegno di Francesco Rocca nella corsa alla Regione Lazio. L'attesa era tutta per Giorgia Meloni che, giunta a evento in corso, è stata accolta da una standing ovation. La presidente del Consiglio è tornata, nel corso del suo intervento, sulle polemiche degli ultimi giorni: "Trovo ipocrisia negli attacchi a Francesco Rocca dagli stessi che ci dicono che il carcere duro è eccessivo - ha detto Meloni - . Io credo che lo stato non debba trattare con la mafia, ma non debba trattare neanche con chi lo minaccia". Sulla stessa linea anche il ministro dei Trasporti e leader leghista Matteo Salvini, mentre il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha lanciato un nuovo appello sul caso Donzelli-Delmastro: "L'invito ad abbassare i toni deve essere accolto da tutti. Noi di Forza Italia non li abbiamo mai alzati - ha sottolineato Tajani - Ora c'è un gran giurì alla Camera che valuterà il caso". Polemiche che, secondo Silvio Berlusconi intervenuto in un videomessaggio, sono mirate a destabilizzare l'esecutivo: "Tenteranno di dividerci, ci attaccheranno su tutto - ha affermato l'ex-premier - Sfrutteranno ogni tipo di errore per minare l'unità della nostra coalizione, come sta succedendo ora a livello nazionale, ma non ce la faranno. L'ARTICOLO Lazio, evento per Rocca. Meloni: "Lo Stato non tratta con mafia e chi lo minaccia" di Luca Pellegrini

L'agguato degli ultras della Stella Rossa ai romanisti in piazza Mancini

Video Nel video l’agguato dei tifosi della Stella Rossa di Belgrado, che al termine della partita Roma-Empoli, con il volto coperto da mascherine e armati di manganelli, hanno rubato la sacca con lo striscione dei tifosi romanisti Fedayn. "Hanno puntato all’auto che portava lo striscione, in 50 contro tre", raccontano i tifosi. Le immagini mostrano la fuga dei tifosi di Belgrado e poi i romanisti che si compattano e vanno a cercare i nemici per recuperare la refurtiva: "Daje, ammazziamoli"

Sabella: “Se il 41 bis serve a ottenere confessioni è uno strumento di tortura. Assurdo oggi il doppio dei detenuti al carcere duro rispetto alla stagione delle stragi. Snaturata la misura voluta da Falcone e Borsellino”

Parla alla Stampa.it il magistrato che alla procura di Palermo ha catturato Brusca, Bagarella, Aglieri e i principali latitanti di Cosa Nostra: «Lo Stato fa giustizia, non vendetta, altrimenti agisce come la mafia»

GIACOMO GALEAZZI