Castelvetrano, perquisita la casa di famiglia di Matteo Messina Denaro. Spunta la collezione di Ray-Ban del padrino

Video Il giorno della cattura, lunedì 16, i carabinieri del Ros e i colleghi del comando provinciale di Trapani hanno perquisito anche l'abitazione di famiglia di Matteo Messina Denaro, in via Alberto Mario, a Castelvetrano. Nell'appartamento vive ancora l'anziana madre, che conservava la collezione di Ray-Ban del figlio. E poi alcuni suoi libri di mafia. Sul comodino, l'una accanto all'altra, le foto di padre e figlio: Francesco, autorevole padrino di Trapani, e Matteo Messina Denaro, l'uomo che ha traghettato l'organizzazione mafiosa nella stagione del dopo stragi. Sono decine le perquisizioni dei carabinieri in questi giorni, a caccia degli altri covi del padrino. di Salvo Palazzolo

Le balene finiscono nei distributori automatici: ecco le macchinette che vendono la loro carne a 7 euro

Video Un'azienda baleniera giapponese ha presentato a Yokohama distributori automatici che offrono sashimi di balena, bistecca di balena e pancetta di balena, nella speranza di risollevare le vendite di un alimento da tempo in declino ed evitato da molti supermercati. La società ha in programma di aprire 100 punti vendita nei prossimi cinque anni. "Ci sono molti grandi supermercati che temono di essere perseguitati dai gruppi anti-caccia alle balene e quindi non usano le balene. Quindi ci sono molte persone che vorrebbero mangiare la balena ma non possono", ha il presidente della Kyodo Senpaku. I prodotti in vendita contengono principalmente balene pescate in Giappone, con prezzi che vanno dai 7 ai 21 euro. La Commissione baleniera internazionale - un organismo mondiale che supervisiona la conservazione delle balene - ha vietato la caccia commerciale alle balene nel 1986, dopo che alcune specie si erano avvicinate all'estinzione. Ma il Giappone ha continuato a cacciare le balene per scopi di ricerca. Si è ritirato dall'IWC e ha ripreso la caccia commerciale alle balene nel 2019.

Torin, blitz antidroga: 87 arresti

Video Ottantasette arresti, oltre 50mila euro in contanti sequestrati. Sono i numeri dell’operazione antidroga messa in atto dalla squadra mobile della questura di Torino e coordinata dalla procura, per “ripulire” Barriera di Milano dal fenomeno dello spaccio in strada. L’indagine è iniziata la scorsa primavera con la collaborazione del commissariato Barriera di Milano e del Servizio Centrale operativo della polizia di Stato.   Carlotta Rocci