Metropolis/68 - Ucrina, Recalcati: "Per restare umani non neghiamo l'orrore della guerra, guardiamolo"

Video La prima nel nostro immaginario forse è stata la madre di Irpin, colpita a morte con i figli mentre cercava di scappare da Kiev, i trolley come quelli dei nostri viaggi nelle mani. Poi lo shock dell'ospedale pediatrico di Mariupol, con le mamme col pancione in fuga. Con il ritiro della truppe russe dal Nord dell'Ucraina abbiamo visto anche a Bucha e Borodyanka centinaia di ucraini uccisi a sangue freddo, con un colpo alla nuca, le mani legate. E poi sono arrivate le notizie di violenze su ragazze e bambini. Oggi la strage alla stazione di Kramatorsk affollata di famiglie in fuga. Solo alcuni momenti di una lunga serie. Ogni giorno nelle nostre case e nei nostri occhi nuove notizie di sangue e orrore. Per i protagonisti è una tragedia immane. Ma anche per gli spettatori, un dolore quotidiano da affrontare. Come? Giulia Santerini per Metropolis lo ha chiesto allo psicoanalista Massimo Recalcati