Metropolis/46, Ronchey: "Perché Putin si sente l'erede di Ivan il Terribile e degli imperatori bizantini"

Video Secondo Silvia Ronchey, saggista e docente di Civiltà bizantina a Roma Tre, Vladimir Putin si sente parte di una linea di discendenza che unisce Bisanzio a Mosca. Tutto nacque dopo la caduta di Bisanzio e con il matrimonio tra Zoe/Sofija Paleologhina e Ivan III Romanov. Ne sono prova - spiega la storica a Metropolis - gli arredi delle sue "stanze segrete", al Cremlino, non aperte al pubblico ma ai capi di Stato in visita. E discorso fatto dal presidente russo motivare "l'operazione militare" - parole sue - in Ucraina. Video a cura di Giulia Santerini. Montaggio di Lorenzo Urbani. Metropolis è in streaming alle 18 dal lunedì al venerdì sulle piattaforme Gedi e on demand in video e in podcast sul sito di Repubblica

Metropolis/45, Tonacci: "Il messaggio nascosto dietro lo show dei soldati russi catturati"

Video Nella sede dell'Interfax di Kiev le forze ucraine hanno costretto sette militari russi a un mea culpa. Gli uomini, visibilmente segnati sul volto, hanno raccontato di essere stati trattati bene e hanno invitato i loro compagni rimasti in campo a gettare le armi. L'inviato Fabio Tonacci ha spiegato a Metropolis il significato di una conferenza stampa che viola la Convenzione di Ginevra.

Metropolis/46 - Ucraina, l'osceno di guerra. Con Augias, Nardella, Ronchey e Massini (integrale)

Video Bambini sotto le macerie in un ospedale pediatrico a Mariupol, dove si contano almeno 1000 vittime. E russi bloccano la fuga dei civili in un sobborgo di Kiev. Zelensky chiede la No fly zone subito. Il Cremlino accetta i colloquio con l'Ucraina, ma vuole il Donbass sovrano. E le forze di resistenza ucraine mostrano i soldati russi catturati pestati, che chiedono ai compagni al fronte di abbandonare le armi. I profughi superano i due milioni. A Metropolis oggi parliamo di linguaggi e ricatti della guerra con Corrado Augias e il sindaco di Firenze Dario Nardella, lo scrittore Stefano Massini e il direttore di HuffPost Mattia Feltri. In collegamento, l'inviato a Kiev Fabio Tonacci. In studio Gerardo Greco. Con la mappa di Gianluca Di Feo e il primo sondaggio su come vedono gli italiani questo conflitto realizzato dall'Istituto Ixe.

Già arrivati 431 profughi dall'Ucraina in provincia di Pavia

Video I profughi ucraini arrivati in provincia sono 431. A quattordici giorni dallo scoppio del conflitto, questa è la cifra di quanti hanno trovato rifugio a Pavia, secondo i dati diffusi dalla prefetta di Pavia Paola Mannella. Un dato destinato a crescere, anche oltre la prima stima di un migliaio di profughi attesi in provincia: «Cifre forse da rivedere al rialzo – ha spiegato la prefetta – in base al flusso di profughi provenienti dai cordoni umanitari che si stanno costituendo. Col trend attuale è presumibile che si superino i mille profughi in provincia di Pavia». Persone per le quali si sta rodando la macchina dell’accoglienza sul territorio. Servizio Puccio, Video Garbi

Giornata internazionale della donna, il corteo a Pavia

Video Martedì pomeriggio in piazza della Vittoria la sezione pavese del movimento “Non una di meno” ha organizzato lo sciopero femminista e transfemminista, ed un dj set itinerante al grido di "rabbia e amore": «Un sentimento, il primo, che sottolinea un netto rifiuto alla violenza patriarcale, al razzismo allo sfruttamento, e alla guerra – spiega l’attivista Patrizia Speranza –. L’amore, invece, è quello che usiamo per le nostre iniziative, per non arrenderci alle tante ingiustizie subite da quelle che vengono definite in maniera errata minoranze» VIDEO GARBI