Draghi sente Erdogan, disgelo per il G20

Ilario Lombardo /romaUna telefonata attesa da cinque mesi: da quando Mario Draghi definì senza troppe premure diplomatiche Recep Tayyp Erdogan «dittatore». Non è stato facile ricucire lo strappo, ma il tempo, il lavoro degli ambasciatori e il caos generato dalla conquista talebana in Afghanistan han