Mortara, si schianta con lo scooter e muore

Video Ha perso il controllo dello scooter, che è volato sopra un fosso andando a schiantarsi contro la riva. Per un uomo di 76 anni, residente a Gravellona Lomellina, non c’è stato nulla da fare. Nell’impatto l’uomo è stato sbalzato dal suo scooter ed è finito in una risaia. I soccorritori, subito intervenuti, lo hanno trovato senza vita. La tragedia si è consumata ieri pomeriggio poco prima delle tre, a Mortara, lungo la provinciale 211 che porta a Cergnago. Sul posto, insieme ai mezzi di soccorso, anche gli agenti della polizia stradale, che hanno provato a ricostruire la dinamica dell’incidente anche sulla base di alcune testimonianze. L'ARTICOLOVIDEO MORANDI

Mede, due bimbi in bici urtati da un'auto

Video Un’automobile li ha urtati mentre, in bicicletta, percorrevano la pista ciclopedonale davanti all’ospedale di Mede, in viale dei Mille. Una bambina di 13 anni e il cuginetto di 2 anni hanno perso l’equilibrio e sono caduti. L’automobilista che li ha urtati si è fermato ma poi, rassicurato dalle apparenti buone condizioni dei bambini, si è allontanato prima dell’arrivo dei soccorsi. Oltre all’ambulanza e all’automedica si è alzato in volo anche l’elicottero, che ha trasportato entrambi i bambini in ospedale ad Alessandria. Non sono gravi, ma il più piccolo ha battuto la testa e i medici hanno ritenuto di svolgere accertamenti più approfonditi, come richiedono i traumi cranici in bimbi piccoli. L'ARTICOLOVideo Morandi

Tromello paese dei cantastorie Cavallini, un cartello ne ricorda la storia

Video I cantastorie Antonio, Angelo e Vincenzina Cavallini, dopo un Ambrogino d’oro speciale assegnato nel 2003 dal Comune di Milano, saranno ricordati anche dal loro paese, Tromello. L’iniziativa è stata presa da Angela Megassini, amica di famiglia e moglie di Fabrizio Poggi, il cantautore vogherese che una ventina d’anni fa rivisitò la celebre attività musicale dei Cavallini. Per quasi un secolo, sulle piazze, nelle fiere e nei mercati d’Italia Antonio Cavallini, il figlio Angelo e la nuora Vincenzina Mellina sono stati i re dei cantastorie italiani. Nei primi anni del Novecento Antonio suonava la fisarmonica alle feste dei coscritti, ma ben presto inizia a girare le osterie della Lomellina e poi di tutto il Nord Italia: molte volte porta con sé anche il figlio Angelo, che imparerà a suonare l’“armonichìn”, la fisarmonica. Viaggiano dalla Liguria alla Toscana proponendo storie tragiche come “La bambina gettata nel pozzo” o “Il povero Renato”: il testo nasce da fatti realmente accaduti, desunti dai giornali grazie al fiuto del maestro Raffaele Burchi, cui oggi è intitolata la biblioteca comunale di Tromello. Ora all'ingresso del paese ci sono i cartelli con la scritta “Tromello paese dei cantastorie Cavallini”». Video Sacchiero