Ticino, una cozza in via d'estinzione può salvare l'ecosistema: a Pavia la missione dei ricercatori

Video Giovedì mattina Nicoletta Riccardi, pavese, ricercatrice del Cnr-Irsa a Verbania è scesa con muta, pinne, maschera e boccaglio, sulla riva sinistra del Ticino, sotto il ponte della Ferrovia. Un punto in cui, nel 2013, era stata individuata la presenza della Microcondylaea Bonellii, uno straordinario bioindicatore di sostanze tossiche presenti nell’acqua che possiede anche l’importante funzione di stabilizzare il terreno. Insieme a lei sono arrivati a Pavia Vincent Priè, ricercatore del Museo di Storia Naturale di Parigi e Ana Vanessa Pinto Modesto, ricercatrice portoghese ora in prestito all’Irsa (Istituto di Ricerca sulle Acque). A “scortare” il gruppo di ricerca Pier Vittorio Chierico, per il Parco del Ticino (capofila del progetto per l’Italia). Sul pontile del Cus, affacciato sul fiume, Vincent Priè ha attivato il suo congegno per rilevare la presenza del Dna dei molluschi nelle acque del Ticino. Un piccolo apparecchio che filtra fino a 30 litri d’acqua e la separa dalle sostanze presenti, trattenendo le tracce genetiche. «Una tecnica innovativa che impiego da tre anni, mutuata da quella usata, da molto più tempo, per i pesci»,dice Priè. L'ARTICOLO

Casteggio, 13 indagati per l'inquinamento del torrente Coppa: il blitz

Video Tredici indagati, tra funzionari della pubblica amministrazione, dirigenti privati e tecnici, per l’inquinamento ambientale di acque e terreni nella zona di Casteggio. Indagine partita nel 2016 e che ha portato nel 2018 al sequestro del depuratore comunale. Coinvolti nell’inchiesta i vertici di Pavia acque e dirigenti dell’Amministrazione provinciale di Pavia. Gli uomini della Guardia di finanza di Voghera e i carabinieri forestali hanno notificato ieri i decreti di chiusura indagini. I legali delle persone coinvolte nell’inchiesta hanno venti giorni di tempo per presentare memorie difensive, poi l’accusa chiederà il rinvio a giudizio. Le accuse sono, a vario titolo, inquinamento ambientale, abuso d’ufficio e falso in atto pubblico. Nell’inchiesta sono anche coinvolte due società, Pavia Acque (che gestiva l’impianto di depurazione) e AB Mauri, l’azienda con sede a Casteggio, che, secondo l’accusa, avrebbero omesso di adottare le misure di sicurezza per impedire l’inquinamento. L'INCHIESTA - TUTTI GLI INDAGATI