Permesso premio di 36 ore per Guede

Il tribunale di Roma ha concesso un permesso premio di 36 ore a Rudy Guede (foto) che sta scontando 16 anni di reclusione per l’omicidio di Meredith Kercher nel carcere di Viterbo. Guede lascerà il carcere nelle prossime ore per recarsi in una cooperativa impegnata nel recupero dei detenuti poi rien

in breve

CASSOLNOVO Lavori in corso in via Rimembranze Iniziano questa mattina i lavori di sistemazione dei marciapiedi di viale Rimembranze. Per tutto il periodo in cui l'impresa edile si occuperà di sistemare i marciapiedi su entrambi i lati è previsto il divieto di sosta per le auto. In modo particolare q

Figlia suicida, la mamma è alla sbarra

Secondo l’accusa avrebbe ricevuto, per rivenderla, merce rubata nei container del porto di Genova. Giuseppe Graziano, commerciante pavese di 45 anni, è a processo in tribunale a Pavia per ricettazione. Contestazione nata nell’ambito dell’inchiesta che, nel 2007, aveva portato in carcere 27 persone m

Al via i lavori al parco

RIVANAZZANOTERME A Rivanazzano Terme stanno per prendere il via una serie di lavori, tra cui interventi ai giardini Mezzacane e al Parco Brugnatelli, oltre a nuovi interventi di asfaltatura. A illustrare i progetti è il sindaco della località termale, Romano Ferrari, che sottolinea: tra i progetti i

Borgarello, gita in villa per Sgarbi

di Stefania Prato wBORGARELLO Si candida a d ospitare i documenti della Fabbrica del monumento della Certosa Villa Mezzabarba che presto dovrebbe venire acquisita dal Comitato Villa in comune, attraverso una Fondazione in fase di costituzione. E che è stata oggetto di una visita di Vittorio Sgarbi,

Senza Titolo

(segue dalla prima pagina) Il primo rinvio è quello della generazione dei Millennials, i nati dagli anni Ottanta alla prima metà dei Novanta. Il titolo più evidente è quello del ritardo nell’ingresso nella vita “adulta”: nel 2015 vive ancora in famiglia il 70,1% dei “ragazzi” (chiamiamoli ancora cos

Senza Titolo

Ansia, perdita di sonno, cefalee. Sono alcune conseguenze della dipendenza da smartphone o “Nomophobia”, come la definisce il primo studio italiano in materia, fatto a Pavia dall’Associazione Donne Medico guidate da Angela Moneta, studio che ha riguardato i ragazzi dalle elementari alle superiori. G