Scuola e università danno lavoro a circa 10mila persone. Un settore, quello dell’istruzione, che offre lavoro anche a chi si occupa di edilizia, progetti di formazione ma anche trasporti: gli studenti sono il 30% dei pendolari. E l’ateneo pesa per circa il 10 per cento sul Pil della citt
Dal processo di primo grado all’appello erano passati due anni (17 dicembre 2009, 6 dicembre 2011). Dalla sentenza di ieri in Cassazione al nuovo processo, i tempi potrebbero essere più brevi: appello bis a Milano in autunno, o comunque entro fine anno. Ma prima di fissare la data devono
Per gli inquirenti non c’è altra pista, le indagini convergono su Alberto. Decisivo viene ritenuto un indizio: le scarpe senza tracce di sangue. Per il pm, Stasi chiamò il 118 senza rientrare nella casa dove avrebbe commesso il delitto. Il 24 settembre 2007 viene arrestato.
L’inchiesta dura un anno e mezzo. Il 24 febbraio 2009 inizia l’udienza davanti al gup Stefano Vitelli, il pm chiede il rinvio a giudizio, il 28 marzo Stasi chiede il rito abbreviato, mossa che spiazza tutti. Il processo si farà a porte chiuse e senza giuria popolare.
Il 30 aprile 2009 è attesa la decisione del gup Vitelli, che congela invece il verdetto e chiede quattro nuove perizie per chiarire i molti punti oscuri di un’indagine che appare sempre più lacunosa. La sentenza viene così rimandata a fine anno.
È il 13 agosto 2007. Alle 13.49 lo studente 24enne Alberto Stasi dalla caserma dei carabinieri di Garlasco chiama il 118: ha appena trovato il corpo della fidanzata Chiara Poggi in un lago di sangue nella sua casa di via Pascoli. È l’inizio del giallo.
di Anna Mangiarotti wGARLASCO Una “vittoria” dell’accusa, ma anche della parte civile: la scelta della Cassazione premia il lavoro dell’avvocato Gianluigi Tizzoni, che rappresenta i Poggi fin dal giorno del delitto. «Si è acceso un faro sull’accertamento della verità», ha detto a caldo i
GARLASCO «In primo grado sono state fatte cinque perizie e sentiti cinque testimoni chiave. Sì, credo sia stato fatto tutto il possibile». Il giudice Stefano Vitelli, che pronunciò per Alberto Stasi, in abbreviato, il primo verdetto di assoluzione, e che oggi è giudice delle indagini pre
Alberto Stasi torna in aula l’8 novembre 2011 a Milano per il processo d’appello. La procura e la parte civile avanzano nuove ipotesi accusatorie, la richiesta è di condannare Stasi a 30 anni per omicidio aggravato o di riaprire il dibattimento.
Il 6 dicembre 2011 anche la Corte d’appello di Milano assolve Stasi dall’accusa di avere ucciso Chiara Poggi. Resta la formula dubitativa, ma per Alberto sembra la definitiva fine di un incubo. In aula abbraccia gli avvocati del collegio difensivo.