Un indizio importante è costituito dal coltello trovato in un cassonetto dell’immondizia di via XXV aprile. Un ritrovamento avvenuto verso le dieci di ieri mattina quando è passato il personale della nettezza urbana a ritirare i sacchetti dei rifiuti. I mezzo a loro c’era il coltello spo
di Gabriele Conta wPIEVE PORTO MORONE Una maglietta con il suo numero 9. E i colori dell’Atletica del Po a decorare la bara. Così la squadra di Gianluca Serpa, il 18enne accoltellato ieri a Chignolo, vorrebbe ricordare il suo bomber. Perché giocare a calcio per lui era più di una passion
CASTEL SAN GIOVANNI «C’era sangue dappertutto. Trovarsi di fronte una persona così giovane in quelle condizioni non è cosa da tutti i giorni, nemmeno per operatori abituati a dover fronteggiare qualsiasi situazione. Abbiamo provato in ogni modo a salvarlo, ma non c’era veramente nulla da
«Io lo chiamavo sempre bomber. Quasi mai Gianluca». Graziano Gelsi (nella foto) il 18enne accoltellato ieri lo conosceva benissimo. Oltre ad allenarlo attualmente negli Juniores dell’Atletica del Po, infatti, il mister l’aveva già seguito da piccolino. Quando Gianluca Serpa era già una p
di ROBERTO WEBER Ci sarebbero circa trecentomila voti di distacco a favore di Bersani su Renzi. Poi ci sarebbero gli ottantamila elettori che hanno scelto Puppato. E poi ci sono gli oltre 450.000 voti che sono andati a Nichi Vendola. A metterla giù così non sembra che Bersani possa avere
ROMA Diciassette regioni a Bersani, tre a Renzi. I numeri incoronano vincitore del primo round delle primarie il segretario Pier Luigi Bersani, consegnandogli la palma della vittoria soprattutto al sud, nelle grandi città, all’estero. Renzi trionfa invece nella ’sua’ Firenze e in Toscana
di Paolo Carletti wROMA Ha iniziato presto la giornata in Comune per «sistemare alcune cose in palazzo, per la città», Matteo Renzi. Ma qualche ora dopo si era già buttato a capofitto nella settimana decisiva per le primarie del centrosinistra. Sorridente, battuta pronta, solo qualche pu
di Natalia Andreani wROMA Con 123 voti contrari, 29 favorevoli e 9 astenuti il Senato ha bocciato l’articolo 1 del disegno di legge sulla diffamazione a mezzo stampa: un voto che di fatto seppellisce il contestato provvedimento che prevedeva il carcere per i giornalisti (ma non per il di
di VITTORIO EMILIANI I senatori hanno fatto ieri quello che avrebbero dovuto fare settimane fa e cioè affossare la cosiddetta legge Sallusti sulla diffamazione giornalistica. Essa, per salvare dalla galera (dove comunque non sarebbe andato mai, neanche bussando di persona al portone di S
di Nicola Corda wROMA «Bisogna cambiare tutto, la condiscenza di Monti nei confronti della politica di austerity imposta dalla Cancelliera Angela Merkel ha portato il Paese in una spirale recessiva molto grave». Parole che rivelano le intenzioni di Silvio Berlusconi che proprio non sembr