VIGEVANO. Il giudice Stefano Vitelli boccia le indagini ed è tutto, o quasi, da rifare. E i tempi si dilatano nonostante la scelta del rito abbreviato da parte dellimputato Alberto Stasi. Un rito che cambia forma e tempi, anche se a partire da una possibilità prevista dal codice di proc
GARLASCO. «Era la ragazza più semplice e dolce che abbia mai conosciuto. Sognava un futuro con Alberto, una famiglia, mi sembrava felice». E il ricordo di Chiara affidato alle parole dellamica Maristella Gabetta, 20enne studentessa di Filosofia. «Mi diceva 'Lamore ce lho, ades
GARLASCO. A luglio una vacanza da innamorati, in agosto Chiara viene uccisa e Alberto è sospettato di essere il suo assassino. Una tragedia che non poteva trapelare dalle fotografie da coppia felice scattate a Londra. Alberto Stasi era arrivato nella capitale inglese per primo, il 7 lugl
GARLASCO. «Venite, hanno ucciso una persona. Ma forse è viva, non ne sono sicuro. E la mia fidanzata». Inizia alle 13.50 del 13 agosto 2007 il copione tragico del giallo di Garlasco, con la telefonata di Alberto Stasi al 118. Parla con voce piatta, incolore, educata e precisa. Secondo l
Anna Mangiarotti
VIGEVANO. Il 20 agosto cè lavviso di garanzia per Stasi, lindagine sembra ingranare unaltra marcia. Il 24 settembre la svolta: i Ris dicono di aver trovato tracce compatibili con sangue di Chiara sui pedali di una bici di Alberto. Il fax dei Ris arriva a mezzogiorno, il il pm Muscio
VIGEVANO. Viareggino di nascita, il giudice Stefano Vitelli ha 35 anni e tra formazione e lavoro di città toscane ne ha girate parecchie. Gli studi tra Pisa e Firenze e poi lingresso in magistratura dal 2001. Ha alternato civile e penale, ma non ha mai svolto le funzioni di pubblico min
VIGEVANO. Le poche parole ufficiali venute dagli inquirenti sul delitto di Garlasco sono state pronunciate dal procuratore capo Alfonso Lauro, quando incontrò i giornalisti alla fine di agosto del 2007. Il procuratore era in vacanza quando Chiara Poggi fu uccisa e, al suo rientro in sede
VIGEVANO. Dallaccusa, indizi troppo deboli per una condanna immediata. Dalla difesa, elementi troppo esili per una pronta assoluzione. Per questo, il 30 aprile il giudice Vitelli non firma la sentenza, ma chiede perizie sui punti chiave dellindagine. Che è praticamente da rifare, per r
Anna Mangiarotti
VIGEVANO. Sono diventati loro malgrado protagonisti del giallo di Garlasco. Fra 'vecchi e nuovi consulenti e periti del giudice, uno squadrone di 26 esperti - compreso un cugino di Chiara Poggi - ha lavorato agli accertamenti, sia in fase di indagine che processuale. Il Gup Vitell
GARLASCO. Per oltre due anni, un silenzio rabbioso. Un dolore cupo che trova sfogo solo fra le mura di casa, o nello studio degli avvocati. Nicola Stasi ha sempre mandato via, senza troppi complimenti, chi gli chiede di suo figlio, dellinchiesta, della vita prima e dopo la morte di Chia
Anna Mangiarotti