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Danilo Di Luca alza il braccio al traguardo di San Martino di Castrozza Sotto a sinistra la nuova maglia rosa lo svedese Thomas Lovkvist (foto Panato) Sotto a destra lo storico passaggio di borraccia tra Coppi e Bartali
Danilo Di Luca alza il braccio al traguardo di San Martino di Castrozza Sotto a sinistra la nuova maglia rosa lo svedese Thomas Lovkvist (foto Panato) Sotto a destra lo storico passaggio di borraccia tra Coppi e Bartali
GERUSALEMME. Il Getsemani è proprio li in alto, a destra del palco elegante che nel giro di pochi giorni è stato tirato su nella biblica valle di Giosafat. Il giardino in cui Gesù Cristo si è interrogato, ha pregato, ha pianto, è appena sopra quella valle in cui, tra gli olivi, le tombe
Paola CaridiGERUSALEMME.«Nessuna scusa». Sulla prima pagina dei due più diffusi giornali israeliani, Yediot Ahronot e Maariv, campeggiavano titoli simili. E la stessa accusa: Benedetto XVI non ha chiesto scusa al memoriale dello Yad Vashem che ricorda i sei milioni di ebrei uccisi in Europa durante
SAN MARTINO DI CASTROZZA. Danilo Di Luca fa il capolavoro e lo dedica al suo Abruzzo martoriato dal terremoto. Nella prima tappa in salita, il pescarese di Sportore mette davanti i suoi (la Lampre sta a fischiettare) ad inseguire una fuga quasi-bidone. Si lascia sfuggire Soler sullulti
dallinviato Antonio FrigoSAN MARTINO DI CASTROZZA. «Abruzziamo» era il motto di Di Luca alla vigilia del Giro e a supporto dello slogan pro-terremotati esibiva un braccialetto con dedica. E ieri il capitano della Lpr ha «abruzzato». Una scossa leggera che non ha stravolto la classifica ma ha fatto male. 'V
dallinviato Valentino BeccariPagina 31 di 31