VIGEVANO. Il giudice delle udienze preliminari Stefano Vitelli aveva detto alla vigilia di voler essere larbitro che impone le regole in un gioco che, secondo il codice, è condotto dalle parti. Anche ieri ha sottolineato questo ruolo con un breve discorso in aula prima dellinizio dell
(segue dalla prima) Diciotto mesi dal delitto e 17 dallultima fotografia (mamma Rita e Alberto che entrano al cimitero di Pieve Albignola reagendo allassalto dei fotografi) in cui Stasi e Poggi sono ancora una cosa sola, due cognomi uniti dalla stessa tragedia, fresca e immane. Rita e
Roberto Torti
VIGEVANO. Ruben De Luca, psicologo criminologo, direttore del Gorisc (Gruppo Osservatorio di Ricerca, Intervento e Studio sul Crimine) dellUniversità La Sapienza di Roma, ha intitolato «Donne assassinate» il suo ultimo libro, dando voce alle vittime di alcune tra le vicende più compless
GARLASCO. «Quella persona cera. Labbiamo rivisto, cercando di restare indifferenti. Ma è stata una prova dura da sopportare. Lho fatto per mia figlia: solo lei conta veramente, comunque vada». Fa fatica anche a nominarlo, Rita Poggi. Quella persona è Alberto, il fidanzato di Chiara ac
Anna Mangiarotti
GARLASCO. «La relazione tecnico-scientifica dei consulenti della difesa non porta a niente di nuovo. Sembra molto debole nelle osservazioni. Comunque la valutero attentamente». E il parere del professor Marzio Capra, biologo esperti in genetica ed ex ufficiale dei Ris consulente nomina
GARLASCO. «Sono stanco di questa storia. E molto difficile sopportare una pressione continua». Nicola Stasi parla a voce alta da dietro il bancone della rivendita di ricambi di Garlasco. Vede i giornalisti che si avvicinano e non vorrebbe farli entrare ma, alla fine, cede. Non nasconde
Adriano Agatti
GARLASCO. «Gli inquirenti sanno che cè una pista che doveva essere coltivata e che non è stata seguita, unalternativa a Stasi unico indagato cera e cè»: lo ha detto lavvocato Carlo Taormina, parlando del delitto di Chiara Poggi alla trasmissione di Telereporter 'ore 12, indovin
ROMA. LItalia torna al nucleare. Con laccordo siglato ieri a Roma da Silvio Berlusconi e dal presidente francese Nicolas Sarkozy, il nostro Paese riprende la strada sbarrata dal referendum del 1987 con il quale gli italiani bocciarono a grandissima maggioranza la possibilità di produzi
Andrea Palombi
ROMA. Lultima mappa disegnata dai Verdi nellestate del 2008 indica quindici possibili siti per centrali nucleari di piccole dimensioni e altri dodici per impianti elevata potenza. Ad aprire la lista ci sono i quattro siti che ospitavano una centrale nucleare già prima del referendum e
ROMA. L8 e il 9 novembre 1987 gli italiani dissero no al nucleare con un referendum abrogativo. Circa tre quarti dei votanti votarono si allabrogazione. Chiusero cosi le quattro centrali: Trino Vercellese (Vercelli), Caorso (Piacenza), Latina, Garigliano (Caserta). E la fattibilità di