MILANO. Il giorno dopo il giuramento di Obama, le Borse riprendono fiato. Laltro ieri i mercati, soprattutto quello americano, avevano salutato larrivo del nuovo presidente con un capitombolo gigantesco (il Dow Jones è sceso di oltre il 4%). «Dobbiamo ricostruire lAmerica, perchè ovun
NEW YORK. «Vedrete che è un presidente nero da come balla», aveva garantito nella notte dellInsediamento lattore Jamie Foxx, ma Barack Obama non gli ha dato ragione: il 44esimo Commander in Chief ha pestato lo strascico della moglie Michelle fin dal primo giro di «lenti». «At Last» c
WASHINGTON. «Adesso la normalità è qualcosa di relativo». Michelle Obama lo dice con «cuore di mamma» nella prima intervista diffusa in America da quando è first lady (ma registrata prima che lo diventasse). Per la nuova first family ci vorrà tempo per abituarsi alla nuova vita che, per
NEW YORK. Hillary Clinton, lex first lady, è ufficialmente segretario di Stato Usa. Il Senato ha dato il via libera in serata a Washington a larghissima maggioranza. La Clinton, durissima avversaria alle primarie democratiche del presidente Barack Obama, ha sostituito unaltra donna, C
WASHINGTON. Barack Obama non ha perso tempo: non appena assunta la presidenza ha subito coinvolto la sua amministrazione per arrivare ad una «pace durevole» tra israeliani e palestinesi e per mettere fine agli abusi dei diritti umani a Guantanamo. Ieri, seduto per la prima volta alla sc
dallinviato Andrea Visconti
ROMA. Ore contate per la prigione speciale di Guantanamo. Per Obama è una macchia sullAmerica promotrice dei diritti umani. Per questo potrebbe chiudere entro lanno, ponendo cosi fine a un progetto iniziato l11 gennaio 2002: lAmerica di Bush, allindomani dell11 settembre, creò un c
ROMA. La scomparsa della carta nelle pubbliche amministrazioni entro il 2012. E il sogno del ministro Renato Brunetta, Funzione pubblica, e del presidente del consiglio, Silvio Berlusconi. Cosi come la cancellazione delle consulenze (questanno sono passate da 500mila a 250mila con un r
Alessandro Cecioni
NAPOLI, TRA BAMBINI E PIZZE CALDE DRIVE-IN DELLO SPACCIO Spacciavano nella zona del Quadrilatero delle carceri, vecchia roccaforte del clan Gionta, dandosi il cambio per coprire lintera giornata in un vero e proprio sumermarket della droga. Il drive in degli stupefacenti è stato smante
ROMA. «E come se il Presidente Petruccioli e il Consiglio di amministrazione avessero caricato unarma per lasciarla in eredità ai loro successori, senza avere il coraggio di tirare il grilletto»: lo dice Michele Santoro dopo il pronunciamento del cda della Rai che, secondo lui, lo dele
Limbarazzo è quel sentire per cui ci si ritrae. Un po meno graffiante e dolente della vergogna, però limbarazzo della vergogna è perfino più profondo ed avvolgente. Si vorrebbe essere altrove, parlar daltro, non avere occhi per vedere e nemmeno parole per dire. Ma siamo noi italiani
Mino Fuccillo