GARLASCO. Chiara apriva sempre subito le finestre di casa, prima di fare colazione, la mattina quando si svegliava, nel periodo in cui i genitori erano via in vacanza. Lo ricorda la signora Franca, madre della vicina di casa: la mattina del delitto bagnava i fiori a casa della figlia, ha
ROMA. Lassassino di Chiara Poggi, «ha «premeditato il suo gesto e, da come ha ucciso, ovvero senza lasciarle nessuna via di scampo, poteva avere nei confronti della vittima una sorta di ossessione. Al contrario mancano elementi che possono far pensare ad un omicidio compiuto da qualcuno
GARLASCO. «Il fotomontaggio delle mie figlie con Chiara? Lingenuità di due ragazze forse troppo sensibili, che volevano solo un ricordo con lamatissima cugina. Io adoro le mie figlie, ho la massima fiducia in loro». Lavvocato Ermanno Cappa, padre di Paola e Stefania, ha convocato ieri
GARLASCO. La foto delle tre cugine - è ormai assodato - è un vistoso fotomontaggio fatto il giorno dopo il delitto, con tanto di conferna della persona che lo ha materialmente prodotto. Ma ecco come Paola Cappa, nel memoriale uscito su «Oggi», racconta la (finta) storia di questa finta f
MORTARA. «Paola Cappa ha lavorato un anno per lInformatore Lomellino. Per il giornalismo è molto dotata». Parla Giovanni Rossi, fino a pochi mesi fa direttore del settimanale di Mortara. «Si è presentata in redazione, chiedendo di collaborare. Sicuramente è una ragazza con una personali
GARLASCO. «Stefania Cappa? Una ragazza come tante altre, magari di famiglia un po più ricca, ma niente da dire. Faceva la volontaria da 5 anni. Pochi turni però, solo nel week-end. Dopo il delitto non labbiamo più vista». Parlano i volontari del soccorso: da una parte la sede nuova del
GARLASCO. «Siamo stati bambini insieme. Io, il papà della Chiara Poggi, e la zia Maria Rosa. Giocavamo alla cascina Alberetta». Roberto Marengo è il presidente della Croce Garlaschese, in paese vive da sempre. «Sono famiglie perbene, tutte quelle coinvolte loro malgrado in questo pastic
GARLASCO. Una porta in ferro grigio scuro nel muro di cinta, sul retro del giardino. Avendo le chiavi o sapendo dove sono, si potrebbe uscire anche da li. Oppure, scavalcare il muro che non è molto alto. Dietro la casa di via Pascoli cè una strada sterrata che costeggia un canalino, che
Anna Mangiarotti
Un altro bollettino di guerra. Anche ieri morti e ustionati. Non cè pace sul fronte degli incendi in questa estate 2007 che doveva essere arroventata dal clima e, invece, lo è soprattutto dai roghi appiccati, specialmente nel Sud, dai piromani. Non è cosi ovunque però. Altrove, dietro
Vittorio Emiliani
PARIGI. Un normale controllo stradale, lagente che si accorge della sua identità e che la convoca in prefettura. Lei, Marina Petrella, lex br, latitante in Francia da una ventina danni, ci va con Emanuela, la figlia di 10 anni. E li larrestano, davanti alla bambina. «Hanno approfitta