«Ci hanno picchiati e insultati»

ROMA. Sono andate avanti fino alle 19.30 di ieri le identificazioni dei 294 tifosi del Livorno fermati dopo gli scontri alla stazione San Pietro con la polizia al termine dell’incontro di calcio contro la Lazio. i 294 tifosi del Livorno sono stati spediti all’ufficio immigrazione di via

Carlo Pecoraro

«Sbarazziamoci subito di questi teppisti»

ROMA. Alessandro Curzi, detto Sandro, comunista fin da bambino, giornalista, noto anche per essere un tifoso della Lazio, non va allo stadio da molto tempo. Il perché si è visto e sentito ieri nella curva Nord dell’Olimpico, durante la partita con il Livorno, con quello striscione che di

Renato Venditti

Da domani le visite alla tomba di Wojtyla

CITTÀ DEL VATICANO. Le porte delle Grotte vaticane si apriranno domani mattina, alle 7, per i pellegrini in attesa di pregare sulla tomba di Giovanni Paolo II. Lo ha deciso la Congregazione dei cardinali, impegnata ieri nel disbrigo di molte pratiche correnti per la gestione delle spese

Ausiliari, niente multe ai motorini

ROMA. Gli ausiliari della sosta - ossia i dipendenti di società private che hanno ricevuto dai Comuni, in concessione, le aree di parcheggio a pagamento - non possono fare multe ai motorini, alle moto e agli scooter posteggiati sui marciapiedi «limitrofi» ai parcheggi in fascia blu. Lo s

Omicidi di Satana, 19 anni a Maccione

MILANO. Diciannove anni a Mario Maccione, assoluzione per Massimiliano Magni. Queste le sentenze del Tribunale dei Minori di Milano per i due giovani delle Bestie di Satana accusati di aver partecipato all’omicidio di Chiara Marino e Fabio Tollis, uccisi e sepolti nel bosco di Somma Lomb

Scala, Confalonieri lascia la Filarmonica

MILANO. Un altro capitolo in questo anno tormentato della Scala. Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset, «si è dimesso da presidente e consigliere di amministrazione dell’Orchestra Filarmonica della Scala». Una breve, secca nota di Mediaset, ieri sera, ha messo il sigillo alle voci

Pesanti accuse a Geronzi dai pm di Parma

PARMA. «Agendo con l’abuso dei poteri connessi alla carica di presidente di Banca di Roma (poi Capitalia)», Cesare Geronzi, in concorso con funzionari della banca e con manager Parmalat, «distruggeva, dissipava e, comunque, distraeva in parte il patrimonio delle società Parmalat e Cosal»