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LA LUNGA ESTATE CALDA Regia di M. Ritt, con P. Newman, J. Woodward, O. Welles. Drammatico - USA 1958 (118 min.) Un vagabondo capita in una contea dominata da un solo padrone, che ha una figlia nubile e un figlio inetto. Gli piace per la sua arroganza e viene assunto. Film di grande suc

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SVIZZERA 6.00 Il quotidiano / Cartoni animati; 9.00 C’era una volta musicalmente; 9.55 Uno, nessuno, centomila; 10.10 Agenda Tsi; 10.15 Luthi e Blanc, Tf; 10.45 Alen, Tf; 11.00 Luthi e Blanc, Tf; 11.30 Zorro, Tf; 11.50 Cosa bolle in pentola?, Attualità; 12.30 Telegiornale / Meteo; 12.45

Monza, la Ferrari prepara la festa

MONZA. Jean Todt guancia a guancia con una ex Bond-girl per la gioia di Silvana Giacobini, Bernie Ecclestone che si traveste da regina cattiva e lancia il malocchio sul tedescone in rosso per un sordido affare di cappellini, Flavio Briatore che sbeffeggia il povero Jarno Trulli, distratt

dall’inviato Riccardo Roccato

Monza si inchina a re Michael

Arriva il marziano. Al posto delle antenne avrà, c’è da scommetterlo, un nuovo cappellino rosso (che forse la FIA, come si legge a parte, censurerà) con sempre meno spazio libero sulla fronte. Sette stelle, sette mondiali in bacheca e chissà quanti ancora alla portata. Ma l’ultimo, il pi

«A Spa avrei voluto una vittoria»

MONZA. Rieccolo. Calmo e serafico come un puma al sole. Il crash a 300 all’ora della scorsa settimana? Metabolizzato con una nottata di sonno. Le polemiche sul cappellino dei sette mondiali vietato da Ecclestone? Archiviate con una risata. Schumi c’è, e che la festa abbia inizio. Michae

dall’inviato Riccardo Roccato

Montoya punta al colpaccio

Squadra che non vince suo malgrado non si cambia, ma soltanto sino a fine stagione. E’ la Williams, naturalmente, rimasta all’indomani di Spa l’unica scuderia di vertice a secco di vittorie. Montoya, dipinto nelle ultime stagioni come il più autorevole candidato al ruolo di anti-Schumach

Trulli, la speranza azzurra

Più di ogni altro contemporaneo cavaliere del rischio Jarno Trulli è un uomo che ama vivere pericolosamente. Il 2004 del pescarese è una girandola di emozioni, da far crepare d’invidia i più fantasiosi registi di film d’azione. Il trionfo di Montecarlo, l’indimenticabile botto di Silvers