La resistenza di Sanchez ferma in Spagna l’onda sovranista
Meno di due mesi fa era dato per finito, ma il premier è riuscito in una rimonta impossibile. E ora può perfino pensare di rimanere alla Moncloa con la sua vice Yolanda Diaz
Francesco OlivoMeno di due mesi fa era dato per finito, ma il premier è riuscito in una rimonta impossibile. E ora può perfino pensare di rimanere alla Moncloa con la sua vice Yolanda Diaz
Francesco OlivoVideo L'asse progressista tra Pedro Sanchez e Yolanda Diaz mette alle corde il leader di Vox, Santiago Abascal. I due esponenti del governo uscente, nel corso dell'ultimo dibattito in tv prima del voto, sembrano aver approfittato in pieno dell'assenza di Alberto Nunez Feijòo, presidente del PP, mostrando totale compattezza e unità d'intenti. In particolare la leader di Sumar ha difenso con orgoglio le donne e i loro diritti. Entrambi hanno criticato Giorgia Meloni per attaccare il suo alleato spagnolo: Diaz ha ribadito che la premier italiana "ha approvato una controriforma del lavoro il giorno del primo maggio". E Sanchez, parlando di migranti, ha ricordato che "gli sbarchi più numerosi accadono in Italia, governata da Meloni e non in Spagna". Malgrado un clima decisamente civile, ci sono stati alcuni momenti molto accesi. Sicuramente uno di questi è arrivato sul tema dei diritti delle donne: Abascal ha ribadito di voler abrogare le norme sulla violenza di genere, quindi Yolanda Diaz ha reagito mostrando al leader di Vox la foto di due esponenti del partito di destra, di Valencia, sorridenti durante un minuto di silenzio in omaggio a una vittima di femminicidio. "Smetta di ridere di noi, non faccia campagna elettorale sulle donne. Non si permetta - ha detto la vicepresidente del governo - di toccare i diritti delle donne, non glielo permetteremo".
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flavia perinaPagina 2 di 2