ROMA Al referendum popolare forse non si arriverà, ma sul gradimento olimpico c’è già un partito che avanza. Ed è decisamente bipartisan se mette insieme, nella sostanza, due politici antitetici come Matteo Salvini e Pippo Civati, oltre al M5S. Il leader della Lega Nord, che ancora prima c
di Gabriella Cerami wROMA I toni, anzi i decibel - come li chiama Matteo Renzi - sono stati alti. E anche se l’Assemblea del Pd non ha registrato lo strappo tra il segretario e i dissidenti, scintille ce ne sono state parecchie. «Non staremo fermi per i diktat della minoranza», esordisce i
di Nicola Corda wROMA Quel blitz è stato la miccia. Si era capito subito che il voto che cancellava i senatori di nomina presidenziale sarebbe stato l’inizio della rivolta. Ieri, dentro la commissione Affari Costituzionali della Camera sono partiti altri fuochi di segnalazione dalla minora
di Nicola Corda wROMA Quel blitz è stato la miccia. Si era capito subito che il voto che cancellava i senatori di nomina presidenziale sarebbe stato l’inizio della rivolta. Ieri, dentro la commissione Affari Costituzionali della Camera sono partiti altri fuochi di segnalazione dalla minora
di Nicola Corda wROMA La vittoria inattesa di Debora Serracchiani in Friuli oggi sarà l'unico motivo per far sorridere i Democratici. Già perché il primo voto che potrebbe spaccare la direzione del Pd sarà su chi affidare il mandato per le consultazioni da Napolitano. Ma è solo l'antipasto
di Nicola Corda wROMA La vittoria inattesa di Debora Serracchiani in Friuli oggi sarà l'unico motivo per far sorridere i Democratici. Già perché il primo voto che potrebbe spaccare la direzione del Pd sarà su chi affidare il mandato per le consultazioni da Napolitano. Ma è solo l'antipasto
di Gabriele Rizzardi wROMA «È finito il tempo in Italia in cui bastava una manifestazione per mettere in crisi un governo». Da Sidney, dove ieri ha incontrato la Comunità italiana, Matteo Renzi torna a spingere l’acceleratore su crescita e occupazione e, interrogato sull’ultimo sondaggio D
ROMA Susanna Camusso boccia la manovra del governo Renzi e lavora alla manifestazione del 25 ottobre quando Cgil e Fiom sperano di portare in piazza San Giovanni un milione di persone. E Vera Lamonica, segretaria confederale Cgil, mentre a tarda sera non è ancora cominciato il consiglio de
ROMA Susanna Camusso boccia la manovra del governo Renzi e lavora alla manifestazione del 25 ottobre quando Cgil e Fiom sperano di portare in piazza San Giovanni un milione di persone. E Vera Lamonica, segretaria confederale Cgil, mentre a tarda sera non è ancora cominciato il consiglio de
di Maria Berlinguer wROMA «A qualcuno piace il Pd che ha 400mila iscritti e perde le elezioni con il 25% dei voti». Matteo Renzi a Ferrara mostra di non essere affatto preoccupato per la debacle del tesseramento. «Non contano le tessere ma le idee», dice. Ma se il segretario premier è tran