«Re Giorgio». «Giorgio il Primo». «Il presidente dei primati». «L'uomo che ha infranto i tabù». I termini usati per ricordare la figura di Giorgio Napolitano, il Presidente emerito della Repubblica che si è spento a 98 anni in una clinica romana dove era ricoverato da 4 mesi, sono tanti e diversi. M
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Ugo Magri / Roma Giorgia Meloni ha messo in piedi la squadra che lei voleva, scegliendo i ministri uno per uno, cambiando certi profili all'ultimissimo istante. Sono tutte decisioni da cui il capo dello Stato s'è tenuto alla larga perché quello che vede la luce non è il «suo» governo, non nasce cioè
Il Principe che si fece affarista
Il modello anticonformista di mamma Maria José e il rigore del padre Umberto II. La personalità esuberante ha prevalso sulla disciplina dell’educazione sabauda
gianni olivaUna storia ancora da chiarire, la sentenza Stato-mafia non può archiviare le troppe opacità e reticenze
I giudici non negano che la trattativa sia avvenuta nel periodo delle stragi. La politica non ha voluto fare i conti con una pagina oscura del nostro Paese
francesco la licataRoberto Benigni: “La Costituzione è un’opera d’arte, un sogno così non ritorna mai più”
Il monologo dell’artista esalta la Carta e ricorda «che ripudia la guerra ci fa sentire che viviamo in un Paese che può essere giusto e bello»
Roberto BenigniL’addio laico a Napolitano, oggi la camera ardente in Senato
Funerali di Stato e lutto nazionale: diretta Rai e maxi schermi in piazza del Parlamento
ANTONIO BRAVETTIDe Mita: “Feci eleggere Cossiga col record di voti. Sul Colle oggi i partiti rischiano la crisi”
L’ex segretario della Democrazia cristiana: «Draghi a Palazzo Chigi non è un’opportunità ma una necessità per il Paese»
Federico geremiccaSenza Titolo
TROMELLO Quest'anno le civiche benemerenze saranno assegnate a Vittorio Biscaldi (alla memoria) "per meriti istituzionali" e a 11 volontarie "per meriti sociali". I candidati sono stati approvati dalla giunta per passare, in un secondo tempo, in consiglio comunale. Il nome di Biscaldi, comandante de
Quando la mafia uccideva d’estate
Gli omicidi del commissario Beppe Montana e del vicequestore Ninni Cassarà. Nel 1985 il sacrificio di due uomini di legge che sono stati inghiottiti dalla “palude”
Francesco La LicataEcco perché Mattarella non vuole il bis
Sergio Mattarella lo ha detto e ridetto: di un bis non vuole proprio saperne. Soprattutto se glielo chiedono con la sguaiatezza delle ultime settimane. Ogni tanto infatti qualcuno la fa troppo facile e lo tira per la giacchetta, e lui fa sapere che cerca casa, o manda espliciti segnali di dissenso,
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