L’incandidabilità dei condannati in via definitiva a pene superiori a 2 anni è «un principio di etica» e «il fatto che ci sia voluta una legge per affermarlo dimostra la debolezza della politica». Lo ha detto il segretario dell’Anm, Maurizio Carbone, nel corso del 31esimo congresso del sin
L’incandidabilità dei condannati in via definitiva a pene superiori a 2 anni è «un principio di etica» e «il fatto che ci sia voluta una legge per affermarlo dimostra la debolezza della politica». Lo ha detto il segretario dell’Anm, Maurizio Carbone, nel corso del 31esimo congresso del sin
L’incandidabilità dei condannati in via definitiva a pene superiori a 2 anni è «un principio di etica» e «il fatto che ci sia voluta una legge per affermarlo dimostra la debolezza della politica». Lo ha detto il segretario dell’Anm, Maurizio Carbone, nel corso del 31esimo congresso del sin
MILANO Appena uscito dal carcere, Pietro Maso ha abbracciato una delle sorelle e poi è salito sul Suv bianco per andarsene cercando di sfuggire ai flash dei fotografi e alle riprese delle tv senza dire una parola, nemmeno da dietro i finestrini dell’auto, dai quali però si intravvedeva i
MILANO Appena uscito dal carcere, Pietro Maso ha abbracciato una delle sorelle e poi è salito sul Suv bianco per andarsene cercando di sfuggire ai flash dei fotografi e alle riprese delle tv senza dire una parola, nemmeno da dietro i finestrini dell’auto, dai quali però si intravvedeva i
Il nome “Pietro Grasso” non lo ha fatto. Ma il procuratore Gian Carlo Caselli si è riconosciuto come il bersaglio delle parole che il presidente del Senato, durante la trasmissione tv “Piazza Pulita”, ha pronunciato contro le inchieste condotte come una «gogna pubblica». E il magistrato,
Il nome “Pietro Grasso” non lo ha fatto. Ma il procuratore Gian Carlo Caselli si è riconosciuto come il bersaglio delle parole che il presidente del Senato, durante la trasmissione tv “Piazza Pulita”, ha pronunciato contro le inchieste condotte come una «gogna pubblica». E il magistrato,
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ROMA Un magistrato in trincea anticamorra, uno dei maggiori esperti del clan dei Casalesi, un uomo dalle «eccezionali capacità organizzative»: è Franco Roberti il nuovo procuratore nazionale antimafia scelto ieri dal Csm. Napoletano di 65 anni, Roberti è in magistratura dal 1975. Ha passat
ROMA Un magistrato in trincea anticamorra, uno dei maggiori esperti del clan dei Casalesi, un uomo dalle «eccezionali capacità organizzative»: è Franco Roberti il nuovo procuratore nazionale antimafia scelto ieri dal Csm. Napoletano di 65 anni, Roberti è in magistratura dal 1975. Ha passat