PALERMO Il generale dei carabinieri Mario Mori e il colonnello Mauro Obinu non furono uomini infedeli dello Stato, non siglarono un patto scellerato con la mafia. E non favorirono Cosa nostra e la latitanza del suo padrino, Bernardo Provenzano. La quarta sezione del tribunale di Palermo pr
di Roberta De RossI wVENEZIA «Ogni parola, in questo film, è stata controllata 1.660 volte: così, è documentato che Giorgio Napolitano ha fatto pressioni sulla Cassazione e su (l’allora procuratore) Grasso. È grave e incontestabile che sia intervenuto a favore di un indagato» (l’ex ministr
MILANO Cade l’accusa, almeno in questa fase dell’inchiesta, perchè i pm di Brescia potrebbero ricorrere, di associazione per delinquere con finalità di terrorismo. Rimane quella di aver «fabbricato e detenuto illegalmente un carro armato», considerato «arma da guerra» ma per questo reato c
«Sette mesi vissuti alla grande: ha ridato alla Chiesa vigore, forza, credibilità». «No, sette mesi vissuti pericolosamente, per cui è bene che si dia una calmata». Al di là dei differenti punti di vista che su papa Francesco si colgono, qua e là, in Vaticano, sono i 7 mesi del giovane pon
PALERMO Li definisce «servitori infedeli dello Stato», li accusa di avere tradito la fedeltà giurata alla Costituzione, alle leggi e all’Arma dei carabinieri: premesse che non possono che portare a una richiesta di pena pesante. Così, al termine di una requisitoria durata quattro udienze
di Natalia Andreani wROMA Raffica di richieste di rinvio a giudizio per undici fra boss, politici e funzionari dello Stato fra cui gli ex ministri Nicola Mancino e Calogero Mannino e il senatore Marcello Dell’Utri. Si è conclusa così la requisitoria della procura di Palermo nell’udienza
PALERMO Li definisce «servitori infedeli dello Stato», li accusa di avere tradito la fedeltà giurata alla Costituzione, alle leggi e all’Arma dei carabinieri: premesse che non possono che portare a una richiesta di pena pesante. Così, al termine di una requisitoria durata quattro udienze
PALERMO Li definisce «servitori infedeli dello Stato», li accusa di avere tradito la fedeltà giurata alla Costituzione, alle leggi e all’Arma dei carabinieri: premesse che non possono che portare a una richiesta di pena pesante. Così, al termine di una requisitoria durata quattro udienze
di Natalia Andreani wROMA Raffica di richieste di rinvio a giudizio per undici fra boss, politici e funzionari dello Stato fra cui gli ex ministri Nicola Mancino e Calogero Mannino e il senatore Marcello Dell’Utri. Si è conclusa così la requisitoria della procura di Palermo nell’udienza
di Natalia Andreani wROMA Raffica di richieste di rinvio a giudizio per undici fra boss, politici e funzionari dello Stato fra cui gli ex ministri Nicola Mancino e Calogero Mannino e il senatore Marcello Dell’Utri. Si è conclusa così la requisitoria della procura di Palermo nell’udienza