“U Siccu” non c’è più, del boss Matteo Messina Denaro restano affari, stragi di mafia e una lunga scia di sangue e morte
Nel Trapanese era accettato e riconosciuto, persino amato per la sua capacità di offrire aiuti e protezione
Francesco La LicataNel Trapanese era accettato e riconosciuto, persino amato per la sua capacità di offrire aiuti e protezione
Francesco La LicataIl ministro della Giustizia va anche all’attacco dell’Antimafia
antonio bravettiI rapporti con Graviano, le presunte foto con Berlusconi e Delfino: perché dopo mesi di minacce il gelataio di Omegna resta libero?
enrico deaglioI giudici: «Mori contattò Ciancimino per sondare la disponibilità al dialogo». E su Dell’Utri: «Non c’è prova che abbia comunicato le minacce del boss a Berlusconi»
L’amministrazione comunale sta organizzando il centro estivo 2014 per i bambini che frequentano o hanno appena frequentato la scuola dell’infanzia o l’ultimo anno di asilo nido. L’orario del centro estivo è dalle 8 alle 18 (con possibilità di uscita dalle 16) ed il costo per i residenti a
Il processo sulla trattativa Stato-mafia costituirebbe un rischio per l'incolumità pubblica. Per questo dovrebbe essere spostato in una sede giudiziaria diversa da Palermo. L'istanza è firmata da tre dei 10 imputati: gli ex ufficiali del Ros Antonio Subranni, Mario Mori e Giuseppe De Donno
Il processo sulla trattativa Stato-mafia costituirebbe un rischio per l'incolumità pubblica. Per questo dovrebbe essere spostato in una sede giudiziaria diversa da Palermo. L'istanza è firmata da tre dei 10 imputati: gli ex ufficiali del Ros Antonio Subranni, Mario Mori e Giuseppe De Donno
Il processo sulla trattativa Stato-mafia costituirebbe un rischio per l'incolumità pubblica. Per questo dovrebbe essere spostato in una sede giudiziaria diversa da Palermo. L'istanza è firmata da tre dei 10 imputati: gli ex ufficiali del Ros Antonio Subranni, Mario Mori e Giuseppe De Donno
PALERMO Il generale dei carabinieri Mario Mori e il colonnello Mauro Obinu non furono uomini infedeli dello Stato, non siglarono un patto scellerato con la mafia. E non favorirono Cosa nostra e la latitanza del suo padrino, Bernardo Provenzano. La quarta sezione del tribunale di Palermo pr
PALERMO Il generale dei carabinieri Mario Mori e il colonnello Mauro Obinu non furono uomini infedeli dello Stato, non siglarono un patto scellerato con la mafia. E non favorirono Cosa nostra e la latitanza del suo padrino, Bernardo Provenzano. La quarta sezione del tribunale di Palermo pr
Pagina 2 di 3