Il regista due volte premio Oscar racconta a Torino la rivoluzione delle donne che pretendono uguaglianza: «Avere timore per me e la mia famiglia sarebbe ridicolo di fronte ai quindicenni che rischiano la loro vita»
Annalisa Cuzzocrea
il raccontocaterina sofficiEra bionda, aveva i capelli lunghi e vestiva all'occidentale. Hadis Najafi aveva 21 anni ed è stata uccisa da sei proiettili. Hadis Najafi è il nuovo simbolo della rivolta delle donne iraniane. Sei colpi per chiudere una bocca sorridente che aveva deciso di non stare zitta
Il gruppo ID, di cui fa parte il Carroccio, propone il magnate statunitense per la sua politica anti-censure sul vecchio Twitter, ora X
Emanuele Bonini
L’autrice della graphic novel Persepolis: «Le rivolte non riguardano più solo le donne. Il muro della paura è caduto, la popolazione rifiuta la Repubblica islamica tout court»
Danilo Ceccarelli
Masoud Pezeshkian ha buone chance di raccogliere il voto dei molti giovani che protestano da anni nel paese
nello del gatto
Il Festival chiederà la libertà di movimento per gli autori del film in concorso Keyke mahboobe man
nadia ferrigo
Verranno inviati prima degli ammonimenti e poi le multe, perché «apparire in pubblico senza velo offusca l'immagine spirituale della società e provoca insicurezza»
Toomaj Salehi: «Il crimine di qualcuno è criticare 44 anni di governo». I messaggi delle attiviste dal carcere: invitano a boicottare le elezioni
caterina soffici
La paura non funziona più. Dopo averle braccate per quasi una settimana, le autorità iraniane hanno scovato e arrestato le ragazze protagoniste del video diffuso l'8 marzo scorso in cui danzavano senza velo sulle note di "Calm Down" per le strade di Ekbetan Town. Ma la paura non funziona più e la ri
Video L’aggressione a due donne senza velo a Shandiz sta facendo indignare e discutere l’Iran. Le telecamere a circuito chiuso di un negozio di alimentari della città nel Nord Est del Paese hanno ripreso il momento in cui un uomo, sostenitore del governo ultraconservatore, inveisce contro la madre e la figlia che non indossano l’hijab e gli versa addosso con violenza un vasetto di yogurt. Ma a differenza di quanto accadeva in passato il proprietario del negozio e un altro cliente si ribellano, cacciando l’aggressore dall’alimentari.
L'uomo è stato fermato per "disturbo all'ordine pubblico", ma anche le due donne sono state arrestate per aver mostrato i capelli in pubblico, mentre il negoziante ha ricevuto un ammonimento formale per aver consentito loro l’accesso nonostante non avessero l’hijab.
Da mesi le donne iraniane guidano il movimento di protesta in Iran che ha fatto della battaglia contro il velo obbligatorio uno dei punti cardine di una piattaforma politica più ampia che chiede la fine della Repubblica Islamica e l’avvento della democrazia. In un primo momento sembrava che le autorità iraniane avessero allentato la presa sulla società civile dopo la morte di Mahsa Amini: la cosiddetta polizia morale, che vigilava sui rigidi codici di abbigliamento imposti alle donne, è scomparsa dalle strade. Ma le autorità stanno usando altri metodi per far rispettare le loro regole contestate. Diversi negozi sono stati chiusi per aver consentito l’accesso a donne senza velo, molte ragazze continuano ad essere aggredite verbalmente o arrestate. E gli stessi funzionari pubblici hanno ripreso ad alzare la voce: nessuna tolleranza per chi non indossa l’hijab, ha dichiarato il capo della magistratura, Gholamhossein Mohseni Ajeei, secondo il quale togliere il velo è un'offesa al sistema e ai suoi valori, e deve essere punito "senza alcuna tolleranza".
di Gabriella Colarusso