di LUIGI VICINANZA In un clima di sfiducia il governo Letta ha incassato la non-sfiducia. Come Ruby fu riconosciuta “nipote di Mubarak” da un improvvido voto parlamentare nel settembre 2011, così il Senato ha certificato la non-responsabilità del ministro Alfano nel poco limpido “affaire K
ROMA Sono diametralmente opposte le tesi di accusa e difesa al processo sul caso Ruby in cui Silvio Berlusconi è imputato e al vaglio del Tribunale di Milano che oggi, salvo colpi di scena, entrerà in camera di consiglio per il verdetto. Versioni che corrono su due binari che mai si incroc
di LUIGI VICINANZA In un clima di sfiducia il governo Letta ha incassato la non-sfiducia. Come Ruby fu riconosciuta “nipote di Mubarak” da un improvvido voto parlamentare nel settembre 2011, così il Senato ha certificato la non-responsabilità del ministro Alfano nel poco limpido “affaire K
di LUIGI VICINANZA In un clima di sfiducia il governo Letta ha incassato la non-sfiducia. Come Ruby fu riconosciuta “nipote di Mubarak” da un improvvido voto parlamentare nel settembre 2011, così il Senato ha certificato la non-responsabilità del ministro Alfano nel poco limpido “affaire K
ROMA Ci sono le prove, «inequivoche e incontestate» che Karima El Mahroug, detta Ruby, abbia ricevuto soldi, prima per le «prestazioni ottenute», poi per «comprare il suo silenzio». Lo scrivono i giudici nelle motivazioni della sentenza del processo d’appello di Milano, Ruby bis, che ha co
ROMA Ci sono le prove, «inequivoche e incontestate» che Karima El Mahroug, detta Ruby, abbia ricevuto soldi, prima per le «prestazioni ottenute», poi per «comprare il suo silenzio». Lo scrivono i giudici nelle motivazioni della sentenza del processo d’appello di Milano, Ruby bis, che ha co
ROMA Ci sono le prove, «inequivoche e incontestate» che Karima El Mahroug, detta Ruby, abbia ricevuto soldi, prima per le «prestazioni ottenute», poi per «comprare il suo silenzio». Lo scrivono i giudici nelle motivazioni della sentenza del processo d’appello di Milano, Ruby bis, che ha co
MILANO La difesa di Silvio Berlusconi ha chiesto per l’ex premier «l’assoluzione per l’insussistenza dei fatti». Si è conclusa con queste parole l’arringa dell’avvocato Franco Coppi, legale dell’ex presidente del consiglio insieme a Filippo Dinacci, nel processo di appello sul caso Ruby. I
di Maria Grazia Piccaluga wPAVIA Mario Cera, docente di Diritto Commerciale all’Università di Pavia e manager di lungo corso nel sistema bancario anche pavese, rientra solo nel tardo pomeriggio nel suo studio legale di Milano. Al termine di una burrascosa giornata che l’ha visto coinvolto
MILANO La difesa di Silvio Berlusconi ha chiesto per l’ex premier «l’assoluzione per l’insussistenza dei fatti». Si è conclusa con queste parole l’arringa dell’avvocato Franco Coppi, legale dell’ex presidente del consiglio insieme a Filippo Dinacci, nel processo di appello sul caso Ruby. I