BERLINO La crisi non è finita, nonostante la calma dei mercati. E «i dubbi sulle riforme», che emergono nell’incertezza dello scenario politico italiano, «non aiutano a calmare i mercati». A Francoforte, il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, ha sollecitato i Paesi dell’eurozona
di Lorenzo Robustelli wLUSSEMBURGO Pier Carlo Padoan non si spaventa. Il ministro dell’Economia resta fermo sugli impegni presi dall'Italia per la riduzione del deficit anche se non sono quelli che vorrebbe Bruxelles. Intanto guadagna tempo, perché sa bene che se entro questa sera la manov
di Lorenzo Robustelli wLUSSEMBURGO Pier Carlo Padoan non si spaventa. Il ministro dell’Economia resta fermo sugli impegni presi dall'Italia per la riduzione del deficit anche se non sono quelli che vorrebbe Bruxelles. Intanto guadagna tempo, perché sa bene che se entro questa sera la manov
di Gabriella Cerami wATENE Stra-Syriza. Ovvero il partito della sinistra radicale ha stravinto le elezioni in Grecia. E il leader Alexis Tsipras esulta: «È la vittoria del popolo contro l’austerità. Oggi i greci hanno fatto la Storia». E il suo popolo, già ai primi exit poll, esplode di gi
di Andrea Di Stefano wROMA L’Italia «sta facendo molti progressi nell’agenda di riforme strutturali». Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha scelto la platea del G20 finanziario, in corso a Cairns in Australia, per sottolineare che queste parole «sono state ricevute in modo molto p
di Andrea Di Stefano wROMA L’Italia «sta facendo molti progressi nell’agenda di riforme strutturali». Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha scelto la platea del G20 finanziario, in corso a Cairns in Australia, per sottolineare che queste parole «sono state ricevute in modo molto p
di Andrea Di Stefano wROMA L’Italia «sta facendo molti progressi nell’agenda di riforme strutturali». Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha scelto la platea del G20 finanziario, in corso a Cairns in Australia, per sottolineare che queste parole «sono state ricevute in modo molto p
ROMA Lo scontro sulla «flessibilità», con il no pronunciato dal Ppe, scatena tensioni nella neonata «grande coalizione» europea tra popolari e socialisti. E mette a rischio il voto di fiducia del Parlamento europeo a Jean Claude Juncker. In vista della verifica in plenaria a Strasburgo sar
ROMA Lo scontro sulla «flessibilità», con il no pronunciato dal Ppe, scatena tensioni nella neonata «grande coalizione» europea tra popolari e socialisti. E mette a rischio il voto di fiducia del Parlamento europeo a Jean Claude Juncker. In vista della verifica in plenaria a Strasburgo sar