Roberto Salis: "Violata la sicurezza di Ilaria, va trasferita in Italia ora"

Video Durante l'udienza nel tribunale di Budapest, la prima in cui Ilaria Salis è arrivata dai domiciliari senza catene, il giudice, nel parlare della misura cautelare, ha rivelato l’indirizzo di attuale domicilio di Salis, un luogo che doveva rimanere segreto per ovvie ragioni di sicurezza “Un fatto gravissimo", dice il padre, "una minaccia per mia figlia, per la sua famiglia e per tutti i cittadini italiani che la stanno aiutando. Il governo si deve muovere ora per riportarla in Italia immediatamente o per trasferirla in Ambasciata”. (VAI ALL'ARTICOLO)

Salis ai domiciliari, Tajani: "È una buona notizia, lavorando sottotraccia si ottengono risultati"

Video Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, dopo la decisione della giustizia ungherese di concedere i domiciliari a Ilaria Salis, detenuta da più di un anno a Budapest, commenta: "È una buona notizia, stiamo facendo di tutto per farla votare alle Europee, tutto volge al bello come per il giovane italiano, Matteo (Falcinelli) di cui stiamo seguendo la vicenda". È stato un giudice a concedere i domiciliari a Salis ma Tajani precisa: "L'Italia ha sempre lavorato sottotraccia, non si suonano i tamburi e i risultati si ottengono".

Caso Ilaria Salis, il padre Roberto: "Non credo più ai domiciliari"

Video "Ilaria sta bene, è abbastanza contenta che ci sia la strada delle elezioni per un processo giusto. Ieri ho parlato con lei - rispetto al diritto di voto negato - Tajani dice che ci sono 2500 italiani nella stessa situazione. Per ora non sappiamo nulla da parte del Governo ed è grave perchè il Paese deve occuparsi anche di situazioni come queste. Ilaria attualmente ha tutti i diritti civili, è in detenzione cautelare e ha completo diritto di voto". Così Roberto Salis, padre di Ilaria Salis (l'insegnante milanese detenuta a Budapest e candidata alle prossime elezioni Europee con Alleati Verdi Sinistra), oggi alla campagna elettorale del partito in via Fauchè, angolo via Losanna, a Milano. "Il contatto con la gente è faticoso ma molto bello, il riscontro di calore ricevuto è formidabile" ha concluso Roberto. LEGGI Roberto Salis: “Mia figlia Ilaria candidata alla europee ma in carcere non può votare, un altro diritto negato”

Caso Ilaria Salis, il padre Roberto: "Mia figlia rischia l'ergastolo"

Video "Ilaria in questo momento rischia l'ergastolo. Ilaria rischia fino a 24 anni di carcere. Siccome in Ungheria un giorno di carcere vale uno, ma un giorno ai domiciliari vale un quinto, moltiplicando per cinque la pena massima, 24 anni, raggiungiamo un periodo di carcerazione cautelare di 120 anni, l'ergastolo". Così Roberto Salis, padre di Ilaria, intervenendo all'evento "Io sto con Ilaria" organizzato a Torino da Avs

Ilaria Salis ai domiciliari, accolto il ricorso. La reazione del padre: "Mia figlia molto contenta"

Video Ilaria Salis può uscire dal carcere di massima sicurezza ungherese e andare ai domiciliari a Budapest. È stato accolto dal tribunale di seconda istanza il ricorso presentato dai legali dell’antifascista italiana in carcere dall’11 febbraio del 2023 perché accusata di aver aggredito, con altri, tre neonazisti dopo la sfilata di nostalgici delle SS nel Giorno dell’onore. “Ilaria è entusiasta di poter finalmente uscire dal carcere e noi siamo felicissimi di poterla finalmente riabbracciare": così  Roberto Salis ha commentato la decisione del tribunale ungherese "Non è ancora fuori dal pozzo - ha aggiunto ma sarà sicuramente molto bello poterla riabbracciare dopo 15 mesi, anche se finché è in Ungheria io non mi sento del tutto tranquillo"

Zerocalcare a Procida: "Il governo fatica a gestire il dissenso, mi preoccupa il decreto sicurezza"

Video "Le istituzioni del nostro Paese hanno difficoltà a gestire il dissenso, e credo sia un problema culturale: così capita che chi dice la sua, dissentendo, venga messo alla gogna con strumenti asimmetrici. Ma non è tanto questo a preoccuparmi quanto le conseguenze del decreto sicurezza, che influiranno pesantemente sul diritto alla protesta". Così il fumettista Zerocalcare, che ha ricevuto a Procida il "Premio Procida - Isola di Arturo - Elsa Morante", accolto da centinaia di persone. "Viviamo in una fase in cui tutti parlano di politica, individualmente e prevalentemente sui social, ma si fa fatica ad avviare azioni collettive, e sarebbe quella la vera politica", ha aggiunto. "Premiamo il coraggio con il quale documenta la tragica realtà del nostro mondo", ha spiegato il consigliere comunale delegato alla Cultura, Michele Assante del Leccese, che ha coordinato l'incontro con Claudio Curcio, presidente del Comicon. Premiato per il suo "Quando muori resta a me” (Bao Publishing) Zerocalcare ha parlato anche - tra l'altro - della storia di Ilaria Salis e della situazione in Siria ("Sarei tentato di andarci, per raccontare quel che sta accadendo"). di Pasquale Raicaldo