Video Al campo sportivo di Vigonovo (Venezia), si è giocata Vigonovo Tombelle - Codevigo, la partita degli Allievi Provinciali U17 - Veneto, che era stata rinviata a seguito della morte di Giulia Cecchettin. Al termine della partita, i ragazzi di Radioimmaginaria - la radio degli adolescenti, hanno incontrato Alessandro, attaccante di 16 anni dell’ASD Vigonovo Tombelle che qualche giorno fa, insieme ad un altro compagno di squadra e a due amiche, ha salvato una donna vittima di violenza in una frazione di Vigonovo, il paese dove abitava Giulia Cecchettin. “Se vedete delle persone in difficoltà non abbiate paura, intervenite subito e chiamate la polizia - ha raccontato Alessandro - potreste contribuire ad evitare una tragedia come quella di Giulia”.
Liveblogging La famiglia di Giulia presente in aula. Accolta in pieno la tesi della procura. La sentenza dopo 5 ore di camera di consiglio
LAURA BERLINGHIERI, REDAZIONE WEB
Video Un controllo totale sulla vita di Giulia: è quello che Filippo Turetta voleva esercitare sulla sua ex fidanzata, secondo quanto emerge dai messaggi che lui stesso ha inviato alla sorella della studentessa, Elena, e agli amici. Alcuni frammenti sono stati trasmessi ieri sera dalla trasmissione Chi l'ha visto in onda su Rai 3. In un audio che Filippo ha inviato in una chat ad alcuni amici qualche settimana prima di uccidere Giulia lo si sente dire: "Ciao, volevo chiederti un'opinione. Ho raccolto tutti i dettagli che avevamo scritto per la caricatura sulla chat e ci stavano tutti, però c'erano tipo...un paio di cose. Non saprei come dire. Ad esempio le tisane, anzi da quello che so alla Giulia non piacciono le tisane. Anzi, da quello che so, non le beve. Proprio non le ha mai bevute quasi, anzi per lei sono acqua sporca, però qualcuno l'aveva detto. Che facciamo? Lo diciamo lo stesso da mettere nei dettagli?" Probabilmente nell’audio Filippo fa riferimento a un cartellone che in Veneto preparano gli amici del neolaureato per rendere omaggio in modo scherzoso alla sua esperienza accademica. Si tratta del cosiddetto 'papiro di laurea', un grande foglio che raccoglie in forma scritta gli episodi più divertenti e le disavventure vissute dal laureato, le sue citazioni più celebri e una serie di ringraziamenti ironici. Al centro del cartellone troneggia una caricatura dello studente che viene rappresentato in modo goliardico.
Video Alla facoltà di Medicina e Psicologia dell'Università "La Sapienza" si è tenuto un 'minuto di rumore' per ricordare Giulia e le donne vittime di violenza. "Bisogna uscire dalla logica della giornata celebrativa - ha dichiarato la rettrice Antonella Polimenti - per questo inizieremo dall'anno prossimo un programma antiviolenza all'Univerisità". Un piccolo corteo si è poi diretto al murales in via dei Sardi per le donne uccise dalla violenza maschile depositando fiori rossi in memoria delle vittime. L'ARTICOLO Funerali di Giulia Cecchettin, il discorso di papà Gino
La nuotatrice sottolinea che è fondamentale riconoscere il vero amore, «che oggi invece si confonde tantissimo con la gelosia»
Video È arrivato sul sagrato della Basilica di Padova il feretro di Giulia Cecchettin, la 22enne uccisa dall'ex fidanzato Filippo Turetta. Una bara bianca, coperta di rose bianche. Ad accoglierla i sacerdoti di Vigonovo e Saonara, luoghi che hanno visto crescere la giovane e i familiari di Giulia, papà Gino, la sorella Elena e il fratello Davide. Sui loro vestiti un fiocco rosso, simbolo della lotta alla violenza contro le donne. Fiocco che stato distribuito anche alle persone presenti nella Basilica. Migliaia le persone presenti fuori in piazza per stringersi alla famiglia di Giulia.
La mossa del Comando generale per rispondere alle accuse di trascurare le segnalazioni
È accaduto nel giorno della ricorrenza della giornata internazionale contro la violenza sulle donne, a Tombelle di Vigonovo, lo stesso Comune di Giulia Cecchettin, uccisa l’11 novembre dall'ex fidanzato, Filippo Turetta, ora in carcere
L’ex numero uno della Polizia interviene dopo le accuse alle forze dell’ordine. «Serve ascolto, non basta aprire un semplice fascicolo o una pratica burocratica»
Andrea Siravo
La vittima aveva confidato i maltrattamenti in famiglia fotografando anche i segni sul corpo
LAURA BERLINGHIERI