MILANO L’Italia deve cambiare passo, partire dall’auto può essere una soluzione ma di sicuro «un piano industriale per il rilancio del settore dell’auto, che superi gli strumenti di stimolo della domanda utilizzati negli anni scorsi, è urgente». Il presidente di Confindustria Giorgio Squin
MILANO L’Italia deve cambiare passo, partire dall’auto può essere una soluzione ma di sicuro «un piano industriale per il rilancio del settore dell’auto, che superi gli strumenti di stimolo della domanda utilizzati negli anni scorsi, è urgente». Il presidente di Confindustria Giorgio Squin
MILANO L’Italia deve cambiare passo, partire dall’auto può essere una soluzione ma di sicuro «un piano industriale per il rilancio del settore dell’auto, che superi gli strumenti di stimolo della domanda utilizzati negli anni scorsi, è urgente». Il presidente di Confindustria Giorgio Squin
di Vindice Lecis wROMA Il 2014 si chiuderà con l’Italia in piena stagnazione e con la crescita valutata dall’Istat come pari a zero. Ad aggravare questo dato, arriva anche la conferma del tasso di disoccupazione che segna il nuovo record: 13,2% a ottobre in aumento di 0,3 punti sul mese pr
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di VALERIO BERRUTI È bene che politici o rappresentanti di associazioni industriali denuncino che l’assicurazione di un ciclomotore è ormai diventata più costosa del motorino stesso. È male che questo avvenga soltanto “nelle feste comandate” come il Salone della moto o rassegne di altro ge
ROMA «Ci conteranno uno a uno» dice Susanna Camusso, alla vigilia della manifestazione di Cgil e della Fiom contro le politiche economiche del governo. Tre grandi cortei che partiranno la mattina per convergere in piazza San Giovanni per il comizio finale. «Dai segnali che abbiamo sarà una
ROMA «Ci conteranno uno a uno» dice Susanna Camusso, alla vigilia della manifestazione di Cgil e della Fiom contro le politiche economiche del governo. Tre grandi cortei che partiranno la mattina per convergere in piazza San Giovanni per il comizio finale. «Dai segnali che abbiamo sarà una
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Polemica a distanza tra Confindustria e sindacati che respingono al mittente l’accusa di essere «medievali» avanzata dal numero uno degli industriali. A innescare il dibattito, le parole di Giorgio Squinzi, che tornando ad apprezzare le misure della legge di stabilità e del jobs act dice,