di Nicola Corda wROMA «Senza il voto di fiducia, più tutele, lavoro e diritti: grazie ai deputati della maggioranza». A caldo, Matteo Renzi preferisce ignorare la defezione della minoranza del Pd al voto sul jobs act che arriva addirittura con un giorno di anticipo rispetto alla tabella di
PAVIA Non si fermano gli attestati di vicinanza, anche del mondo politico, al dramma di Elena Maria Madama. Dopo le parole di conforto alla famiglia e alla città del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che si era detto «colpito e addolorato», a palazzo Mezzabarba sono arrivati
di Maria Rosa Tomasello wROMA Nella storica roccaforte di San Giovanni il popolo della sinistra chiamato a raccolta dalla Cgil urla per la prima volta la sua rabbia contro il governo “amico” guidato dal Partito democratico. Da qui Susanna Camusso chiama i manifestanti «al lavoro e alla lot
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ROMA Jobs act, il premier incassa l’elogio di Manuel Barroso per la riforma «coraggiosa» e ribadisce che rispetto a quanto approvato al Senato mercoledì scorso, alla Camera non cambierà niente. A costo di dover di nuovo ricorrere alla fiducia. Ma la minoranza del Pd insiste nel chiedere mo
di Gabriele Rizzardi wROMA Ringrazia i senatori che hanno lavorato «per il bene del paese» e bacchetta i 5 Stelle che hanno trasformato l’aula del Senato in un ring: «Sono sceneggiate che ormai hanno stancato anche i loro elettori». Dopo la notte di bagarre a Palazzo Madama, Matteo Renzi r
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ROMA Il segretario Matteo Renzi non ha problemi numerici nella direzione nazionale che oggi esaminerà ed arriverà al voto sul nodo della legge delega di riforma del mercato del lavoro. Il “parlamentino” del Partito democratico, infatti, è composto sulla base dei risultati delle primarie de
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