Video Giovanni Caruso, avvocato di Filippo Turetta con Monica Cornaviera, ha chiesto alla corte d'Assie di Venezia - che deve giudicare il reo confesso del femminicidio di Giulia Cecchettin - di considerare come attenuanti l'insussistenza delle aggravanti, della premeditazione, della crudeltà, degli atti persecutori e del rapporto affettivo. Il legale ha aggiunto che a Turetta "interessa avere un comportamento processuale corretto e accetterà - e non interessa - se avrà l'ergastolo oppure trent'anni".
Giulia Cecchettin scriveva: “Se si sente tradito dice che si farà giustizia da solo”
In Francia chiesti 20 anni per l’uomo che ha drogato e fatto stuprare la moglie. Agli aguzzini di Gisèle bastava il permesso del marito: il concetto di potestà vive ancora
A pubblicare le immagini scattate tra le 18 e le 21 dell'11 novembre scorso “Pomeriggio 5 News”
Dodici mesi dopo, il femminicidio che sconvolse l’Italia ha provocato un’ondata di nuova consapevolezza. A Padova sestuplicati i braccialetti elettronici
LAURA BERLINGHIERI
Video “A un anno dalla morte di Giulia, sono riuscito a non odiare Filippo.” Così Gino Cecchettin, ospite da Fabio Fazio a Che tempo che fa, racconta il difficile anno trascorso dalla perdita della figlia Giulia, uccisa l'11 novembre dall'ex fidanzato Filippo Turetta. “Superare gli ostacoli rende forti”, afferma, “ma noi genitori spesso proteggiamo troppo i nostri figli. Serve insegnare loro ad affrontare le difficoltà”. Con la Fondazione Giulia, Cecchettin punta a introdurre nelle scuole un’ora settimanale di educazione all'affettività, con un progetto che partirà tra gennaio e febbraio 2025, per aiutare i bambini a comprendere amore, odio, pace e conflitto. Leggi anche: Un femminicidio ogni tre giorni. Ma sempre più donne chiedono aiuto | Il racconto La memoria che resiste nei luoghi del calvario di Giulia: “Faremo ancora rumore”
La documentazione stenografica dell'interrogatorio reso dall’omicida della studentessa Giulia Cecchettin il primo dicembre 2023 chiarisce altre azioni durante la fuga
Tredicenne caduta dal tetto, fermato il fidanzato per omicidio. Una ragazza vide un giovane che strattonava la vittima in strada
filippo fiorini
Video "Tu parlavi di dipendenza da questa ragazza, invece è proprio il contrario: è Giulia che era caduta nella dipendenza. Giulia non è riuscita a salvarsi". E ancora: "Erano nella trappola tutti e due". Sono alcune delle frasi pronunciate durante il programma Rai "Storie Italiane", condotto da Eleonora Daniele, a commento delle immagini in diretta della seconda udienza del dibattimento di Filippo Turetta reo confesso del femminicidio di Giulia Cecchettin. Molte le polemiche per i commenti fatti in studio, che spostano l'attenzione dal carnefice alla vittima. Un'operazione definita "victim blaming", termine che si utilizza quando la vittima di un crimine viene colpevolizzazione e ritenuta parzialmente o interamente responsabile di ciò che le è accaduto. Anche la conduttrice Eleonora Daniele si discosta dalle ultime parole pronunciate in studio da una delle ospiti
Video All'uscita dall’aula, a Venezia, dove si è svolto il processo contro Filippo Turetta, l’avvocato della famiglia di Giulia Cecchettin, Stefano Tigani, non ha usato mezzi termini nel descrivere l'omicidio come "uno dei crimini più atroci avvenuti in questa regione". "Ho trovato l'atteggiamento di Turetta estremamente incoerente", ha aggiunto Tigali. L'avvocato ha poi espresso un pensiero per Gino Cecchettin: "Nessuno di noi può comprendere davvero cosa stia provando. È una roccia" ha commentato. Leggi anche Processo Giulia Cecchettin, Turetta in aula. “L’ho uccisa perché non voleva tornare con me. Avevo progettato di rapirla e ammazzarla” | Guarda anche Le parole di Turetta in aula: la deposizione tra pause, voce strozzata e freddezza nel racconto | Video Gino Cecchettin: "Dolore per gli ultimi istanti di mia figlia, ma oggi abbiamo capito chi è Turetta"
Video "Avevo pensato di rapire lei e successivamente, dopo qualche tempo, farle inevitabilmente del male": così Filippo Turetta, a processo per l'omicidio di Giulia Cecchettin, rispondendo alle domande del pm Andrea Petroni