Video Il corpo senza vita di Giulia Cecchettin è stato individuato dai vigili del fuoco in un canalone tra Piancavallo e il lago di Barcis. Era adagiato sotto una grande roccia, coperto da sacchi di plastica, tra foglie secche, terra e rami. L'ipotesi degli investigatori è che Filippo Turetta l'abbia portato in braccio lungo la discesa e poi sia risalito per fuggire in auto verso l'Austria e poi la Germania.
Video Davanti alla casa della famiglia Cecchettin, dove abitava Giulia, la 22enne uccisa dall'ex fidanzato Filippo Turetta, si è radunato quasi l'intero paese. Davanti al cancello tantissimi fiori, molti portati da bambini. Tanti messaggi scritti, tra cui spicca un "Giulia riposa in pace tra le braccia della tua mamma, sei la figlia di tutti noi. Un abbraccio a tuo papà" e in mezzo ai tanti mazzi di fiori è presente anche un peluche con scritto sopra un breve messaggio per Giulia che recita: "Vivrai per sempre nei nostri cuori".
Occhi bassi e capo chino, l’omicida ha ripercorso in aula le tappe del delitto. Gino Cecchettin ha parlato di «grandissimo dolore»
Video "Dolore. Tantissimo dolore, ascoltando il racconto gli ultimi momenti della vita di mia figlia", sono le prime parole di Gino Cecchettin all'uscita dall'aula del tribunale, dopo l'interrogatorio di Turetta, il reo confesso dell'omicidio della figlia Giulia. "Oggi abbiamo capito chi è Filippo Turetta. Per me è molto chiaro. La vita del prossimo è una cosa sacra e bisogna rispettarla", ha detto.
Video "Volevo tornare insieme a lei, di questo soffrivo molto e provavo risentimento...verso di lei". Così Filippo Turetta, rispondendo in aula a Venezia alle domande dell'avvocato Tigali che rappresenta Gino Cecchettin, papà della vittima. "Lei non voleva, mi faceva arrabbiare che non volesse, questa cosa mi creava sconforto e rabbia... Incolpavo lei di non riuscire a portare avanti la mia vita e da un altro punto di vista volevo che il nostro destino fosse lo stesso…"
Video "Volevo tornare insieme a lei, di questo soffrivo molto e provavo risentimento...verso di lei". Così Filippo Turetta, rispondendo in aula a Venezia alle domande dell'avvocato Tigali che rappresenta Gino Cecchettin, papà della vittima. "Lei non voleva, mi faceva arrabbiare che non volesse, questa cosa mi creava sconforto e rabbia... Incolpavo lei di non riuscire a portare avanti la mia vita e da un altro punto di vista volevo che il nostro destino fosse lo stesso…"
Video Filippo Turetta sarà presente per la prima volta in Tribunale. Il reo confesso per il femminicidio di Giulia Cecchettin, avvenuto l’11 novembre, comparirà davanti ai giudici della Corte d'Assise di Venezia per la seconda udienza del processo. Nelle immagini l'arrivo dei suoi avvocati.
«Se non prendiamo sul serio la questione sono parole al vento» ha scritto la sorella di Giulia, la studentessa uccisa con 75 coltellate dall’ex fidanzato e poi gettata in un dirupo
A CURA DELLA REDAZIONE
Il terapeuta e presidente della Fondazione Minotauro: «Criminalizzare i genitori vuol dire perdere il senso di umanità»
francesca del vecchio
«Volevo solo uccidermi, ma sono un codardo e non ce l’ho fatta. Ho provato a soffocarmi con un sacchetto di plastica in testa»