Vigevano, il sindaco Ceffa torna libero dopo sei mesi agli arresti domiciliari: le prime parole

Video Da mercoledì mattina il sindaco Andrea Ceffa è tornato libero. Verso le 9.15 la notifica da parte dei carabinieri dell’atto della gup Daniela Garlaschelli dell’atto di revoca degli arresti domiciliari per decorrenza dei termini è arrivata, come previsto, e il sindaco di Vigevano, accusato di corruzione, ritorna a potersi muovere in libertà. «Sono stati sei mesi difficili – dice Ceffa – Devo ringraziare mia moglie, i miei figli, i miei genitori e la mia famiglia: sono stati loro la mia forza in questo periodo. Se sono riuscito a superare questo periodo è per merito loro». Andrea Ceffa, però, deve attendere ancora un passaggio formale per poter tornare primo cittadino di Vigevano: la prefettura deve revocare la sospensione dall’incarico che era scattata il 28 novembre, appena dopo l’arresto e la collocazione ai domiciliari. Per lui c’è una misura interdittiva di nove mesi, che però non riguarda le cariche elettive, come quella da sindaco e poi rimane la richiesta di rinvio a giudizio su cui il tribunale di Pavia si esprimerà a metà luglio. L'ARTICOLO   Video Sacchiero

Delitto di Garlasco, l'avvocata di Sempio Angela Taccia e il perito Palmegiani in tribunale a Pavia

Video La perizia sul dna per il delitto di Garlasco ha una scarsa validità scientifica per un processo, perché si basa su dati "non consolidati" per ammissione della stessa perita e non è in grado di indicare né quando, né come sia avvenuto il trasferimento del materiale genetico. È la sintesi dei due elaborati che la difesa di Andrea Sempio, con gli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti, ha depositato alla gip di Pavia Daniela Garlaschelli, in vista della discussione dell'incidente probatorio prevista per domani alle 10 al Tribunale di Pavia. I consulenti del 37enne indagato per l'omicidio di Chiara Poggi, la genetista Marina Baldi e l'ex poliziotto della scientifica Armando Palmegiani, sottolineano in particolare come la perita Denise Albani non abbia potuto indicare se le tracce di dna misto e parziale su due dita della vittima che sarebbe compatibile con la linea paterna di Sempio si siano depositate attraverso un trasferimento diretto da contatto, o mediato attraverso un oggetto. Proprio per questo motivo hanno indicato una serie di luoghi o oggetti in cui l'amico di Marco Poggi avrebbe avuto interazioni prolungate nel tempo nella villetta di via Pascoli. Fra cui il telecomando della tv, il computer, un asciugamano del bagno, alcune zone della cucina. Infine, la difesa Sempio ha sottolineato alcune falle scientifiche dall'utilizzo della biostatistica per calcolare le probabilità di inclusione di un determinato profilo.